Natale: tempo di regali….o no?

Dato che siamo agli sgoccioli col periodo dei regali di Natale, mi sono sbrigata a postare la (libera) traduzione di questo favoloso post di Leo Babauta tratto dal suo blog ZenHabits: Perché non comprare i regali di Natale.

Sono anni che fatico a trovare regali di Natale personalizzati per familiari e amici, cercando sempre di comprare qualcosa di carino, utile e pensato apposta per loro e sapendo benissimo che nonostante tutti i miei sforzi il mio regalo sarà comunque un inutile oggetto in più…
Solo i libri mi hanno sempre dato la sensazione di essere regali pieni di significato, però i libri non piacciono a tutti…e comunque anche scegliere un libro per una persona che non condivide i tuoi gusti può essere un vero incubo!
Il post che ho tradotto qui è stato una specie di “rivelazione”: ho deciso che avrei aderito all’idea di “Natale” e “regalo” proposta da Leo e ho postato un link al suo blog su Facebook aggiungendo questo commento:
Da quest’anno stop al consumismo e abbraccio il minimalismo anche nei regali di Natale: farò solo regali “consumabili” (se so che il destinatario gradisce) oppure del tempo da passare insieme (gite, cene/aperitivi). Come regali di Natale a me piacerebbe molto ricevere del tempo con le persone cui voglio bene o magari sapere che i soldi del regalo sono stati dati in beneficenza, che c’è gente che con 20 euro ci svolta una settimana. Non ho bisogno di oggetti o simboli per festeggiare il Natale, ho bisogno di abbracci e affetto. GRAZIE!

Ero un po’ preoccupata per le reazioni dei miei amici….invece ho ricevuto tanti commenti positivi e nessun “vaffa” 😀

Vi voglio segnalare altri articoli/post sull’argomento che mi sono piaciuti molto: No More Stuff – Give Experiences e Day 343 An uncluttered Chirstmas (da questo blog prenderò a breve qualcosa perché è veramente una miniera di idee e la sua creatrice, Colleen, è una donna fantastica).

E ora spazio alla traduzione! Buona lettura, spero di essermela cavata decentemente….

The case against buying Christmas presents ovvero Perché non comprare regali di Natale

Amo il Natale. Ho sempre amato le decorazioni con la neve, anche quando vivevo a Guam (ai Tropici), e amo Babbo Natale, gli elfi, le renne, i pupazzi di neve e i bastoncini canditi. E amo addirittura la musica natalizia no-stop per due mesi.

Ma soprattutto amo stare con la mia famiglia, mangiare biscotti, cantare canzoni di Natale insieme, spettegolare e ridere. E’ veramente divertente.
Non amo però lo shopping natalizio, il consumismo eccessivo, la follia dei centri commerciali, i debiti, lo spreco ambientale, perdere tempo a incartare regali e tutto l’accumulo di roba inutile che ne consegue.
Amo il Natale ma lo shopping deve sparire dalla mia vita. Ecco perché.
Attenzione: questa sarà una diatriba di proporzioni epocali.
  1. Il punto è comprare, non condividere. Mi piace l’idea di donare alle persone che amo, ma questa idea è stata distorta. Ora la gente esce a fare shopping selvaggio, come vampiri affamati che banchettano con sangue fresco. Facciamo acquisti per un mese, apriamo i pacchetti nell’arco di una mattinata e ci dimentichiamo tutto il giorno successivo. Si tratta di donare o comprare?
  2. Fare regali è fantastico, ma comprare non è la soluzione. Lo ripeto: mi piace fare regali….ma è proprio necessario comprarli? Sembra quasi che comprare sia la soluzione a tutti i problemi, anche se questo ha portato ad una società altamente indebitata e sommersa da roba inutile. Esistono altri modi di donare: preparare dei biscotti, lavare l’auto di qualcuno, offrirsi come baby sitter così che una coppia possa uscire per un’appuntamento, creare un album di foto, aiutare durante un  trasloco.
  3. Lo spreco! Cominciamo con i pacchetti: il volume del packaging di ogni giocattolo è il doppio del giocattolo stesso. Cartone, plastica, parti metallizzate…è assurdo! E ovviamente ogni oggetto che compriamo deve essere riportato a casa nei sacchetti. Spesso poi mettiamo il regalo in una scatola. Infine compriamo carta da regalo e incartiamo il tutto. E tutto ciò viene buttato via il giorno di Natale. Anche il regalo stesso è uno spreco – la gente riceve talmente tanta roba che non può utilizzarla e “tenerla da conto”. E così il regalo finisce in un armadio e viene dimenticato.
  4. Il dramma del debito. La maggior parte della gente spende centinaia se non migliaia di dollari in regali e confezioni. Per non parlare poi dei soldi spesi in benzina, guidando per andare nei vari posti in cui fare shopping, e dei soldi spesi in pasti ipercalorici consumati nei centri commerciali. Tutto questo va a pesare sulle carte di credito (e sulla linea) e dovremo pagarlo – con gli interessi – durante tutto il resto dell’anno. Anche se non vi indebitate, state spendendo soldi guadagnati in lunghe ore di duro lavoro – è davvero così che volete spendere la vostra vita, pagando per roba inutile in modo che le grandi compagnie si arricchiscano?
  5. L’orribile, insipida pubblicità che ci fa comprare. Non posso veramente sopportare la pubblicità, e meno che mai quella natalizia. Gli annunci ti martellano senza sosta finché non cedi – e funziona. E’ scientificamente provato: le pubblicità ti fanno comprare di più, volere di più, tirar fuori la carta di credito. Non guardo la TV, non leggo quotidiani né riviste né tantomeno visualizzo pubblicità nel mio browser (uso AdBlock): in questo modo non sono sottoposto a questa pressione.
  6. Il carburante. Se guidi fino al posto in cui fare shopping, stai usando benzina. Anche se ordini online, pensa al carburante che serve per consegnarti i prodotti a casa. E al carburante usato per creare i prodotti, per portare le materie prime alle fabbriche, per processarle, per spedire il prodotto finito ai negozi e magazzini del mondo (di solito dalla Cina), senza parlare di tutto il carburante usato per creare e spedire i packaging. E’ una quantità assurda di carburante, sprecata solo per fare regali che saranno dimenticati.
  7. Ci sono ancora persone affamate nel mondo. Nella follia dello shopping natalizio sprechiamo somme assurde di denaro. In altri paesi la gente fatica anche soltanto a trovare da mangiare, a procurarsi le medicine, trovare un riparo, acqua pulita da bere. Spendiamo così tanto in questo show di avidità consumistica, mentre quei soldi potrebbero nutrire dozzine di famiglie. Se avete soldi da buttare, considerate l’idea di donarli ad un’organizzazione che aiuta questo tipo di famiglie. So che sembra un discorso da preti, ma credetemi: è un utile promemoria di questi tempi.
  8. Il disordine infinito. Che succede a tutti i regali? Vanno a finire sugli scaffali, negli armadi, sul pavimento. Abbiamo già così tanta roba inutile, ce ne serve altra? Abbiamo problemi a capire cosa fare di tutti gli oggetti che possediamo. Perché dovremmo voler aggiungere altro disordine a quello che c’è già? Perché dovremmo voler imporre altri oggetti inutili ai nostri cari, obbligarli a trovare un posto per il nostro regalo nelle loro case già stracolme, in modo da non offenderci quando andiamo a trovarli? Questo tipo di obbligo è davvero un regalo?
DOMANDE

D: E i bambini?
R: I bambini adorano i regali (io ne ho sei, dovrei saperlo!). Io di sicuro li adoravo quand’ero piccolo. Dobbiamo forse privarli di questo? E’ una domanda difficile, ma d’altra parte bisogna anche considerare cosa stiamo insegnando ai nostri figli. Loro non si limitano a partecipare all’apertura dei regali, vedono anche tutta la parte dello shopping. Questo gli insegna a comprare e a dare valore alle cose materiali al di sopra di tutto il resto. Immaginate le loro vite quando saranno grandi – una vita di shopping e debiti e spreco, perché è questo che conta no? E così, per la gioia di aprire qualche regalo il giorno di Natale, gli stiamo inculcando valori da consumatore che dureranno una vita intera.
Penso che invece questa sia una grande opportunità di iniziare una discussione con i bambini a proposito di comprare, spendere e avere debiti. Avete ricevuto questo tipo di educazione da bambini? Ve la sareste cavata meglio se ve l’avessero data?
E’ anche una buona occasione per insegnare ai bambini a donare agli altri, facendo volontariato e aiutando i meno fortunati, e a trovare altri modi di passare il tempo con le persone care senza fare shopping. I miei figli vogliono regali, ma non voglio che pensino che il Natale si riduca a questo. Stiamo parlando di queste cose e continueremo per tutto il mese.
D: E la famiglia?
R: La famiglia, che voi ci crediate o no, sopravviverà senza i nostri regali. Possono continuare a fare acquisti e regali, ma voi potete semplicemente dire loro che quest’anno non volete partecipare. Mandategli un link a questo articolo per spiegare il perché.
E’ una buona occasione (visto come mi piace trasformare i problemi in opportunità?) per creare nuove tradizioni di famiglia – andare in giro a cantare canzoni di Natale, preparare ghirlande di popcorn per l’albero, fare biscotti, torte, giocare a pallone di fuori, creare libri dei ricordi di Natale, fare volontariato.
D: Ma a me piace fare i regali!
R: Certo, a chi non piace? E probabilmente vi piace anche fare shopping. Fare shopping è un piacere come nessun altro per tante persone. Secondo me questo potrebbe diventare problema: magari state usando lo shopping per ottenere una felicità temporanea, per colmare un vuoto nella vostra vita, per sentirvi felici quando siete depressi, stressati o vi sentite soli. Non sto dicendo che è così per voi, ma lo è per molte persone ed è bene stare attenti a questi meccanismi. Un tipo di felicità molto più duratura si può trovare in cose semplici senza spendere nulla: passare del tempo con le persone care, creare, leggere, uscire e fare qualcosa di attivo.
Anche se non siete “drogati” di shopping, magari amate comunque fare regali. E questa cosa VA BENE, ma potete sempre prendere in considerazione l’idea di fare regali che hanno maggior significato e non richiedono tanto shopping. Creare un album di foto o dei ricordi per qualcuno richiede tempo e impegno, mentre strisciare una carta di credito da Macy’s no.
D: Come si fa a convincere una moglie per la quale i regali sono sinonimo di amore e apprezzamento?
R: Questa è davvero una domanda difficile. Però è una discussione importante da fare. Va fatta senza accuse, senza risentimento, facendo in modo che l’altra persona non si senta attaccata. Potete iniziarla facendo presente che si tratta di riflessioni che avete fatto ultimamente – magari potreste usare questo articolo come punto di partenza.
E’ un argomento da discutere seriamente perché molte coppie si indebitano per questa ragione – uno dei due partner ha diversi valori a proposito dei beni materiali, dello shopping, di debiti, regali e così via, e l’altro odia litigare su queste cose, così si finisce per non parlarne. I problemi economici sono anche la causa per cui molte coppie si separano. Per questo è fondamentale trovare un modo sano di parlare di valori, di obiettivi finanziari, di come ognuno vuole vivere la propria vita. Fatelo dolcemente, con compassione, prendetelo come un modo di vivere insieme come “squadra” piuttosto che come una lotta.
Un buon modo di iniziare potrebbe essere scrivere un post sul vostro blog o una lettera a vostra moglie spiegandole i vostri sentimenti – sempre senza essere aggressivi. Potreste spiegare che non volete più comprare regali, ma che amate comunque la vostra compagna e volete dimostrarlo in modi non consumistici e che ci sono altre tradizioni che potreste iniziare insieme per condividere il vostro amore.

Alternative all’acquisto

Esistono tantissime buone idee, eccone alcune:
  • Fare altre cose con la famiglia, come cantare canzoni di Natale, fare dolci, guardare “La vita è meravigliosa”, giocare a pallone di fuori.
  • Fare volontariato con tutta la famiglia in un rifugio per senzatetto.
  • Chiedere alle persone di donare alla vostra associazione di beneficenza preferita invece di farvi regali.
  • Fare regali pieni di significato.
  • Fare un regalo-scambio in cui donate una cosa di valore che già possedete.
  • Regalare dolci fatti in casa.
  • Regalare un’esperienza al posto di un oggetto:  fare insieme qualcosa di divertente, andare in spiaggia o in riva a un lago.
  • Cercare la speranza. Il Natale ha così tanto potenziale per essere molto più di  una scusa per comprare – può essere un periodo di speranza e di rinnovamento, un’occasione per stare con le persone care, per trovare ispirazione e contemplazione. Parlate con i vostri familiari di come si possa coltivare la speranza, essere grati e collaborativi. Di come possiamo essere più presenti invece che preoccupati per i regali.
  • Comprare i regali da Goodwill. Sono riciclati e i soldi vanno per una buona causa. (Ndt: Goodwill è un’associazione benefica americana che finanzia i suoi progetti con i proventi delle vendite di una catena di mercatini dell’usato)
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3 pensieri su “Natale: tempo di regali….o no?

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