Il Minimalismo: non solo decluttering

Nei commenti al post precedente ho accennato alla dimensione psicologica e “filosofica” del fare decluttering: ho pensato che forse è il caso di approfondire, così ho deciso di tradurre un bellissimo post di miss minimalistGet Your Mujo On.

Get Your Mujo On ovvero (liberamente tradotto…) Abbraccia il Mujo

Uno dei cardini del Buddismo Zen è il concetto di mujo. Mujo significa impermanenza, transitorietà, l’essere effimero – in altre parole tutto cambia continuamente, niente resta per sempre immutabile.

Perché per noi minimalisti è tanto importante abbracciare il concetto di mujo?
Perché quando capiamo che tutto è impermanente, diventiamo meno attaccati a ciò che possediamo e agli oggetti di consumo.

Quando accettiamo il concetto di mujo:

  • Ci liberiamo di oggetti “sentimentali” e altri ricordi di “come eravamo”, invece di restare aggrappati al passato.
  • Accettiamo i cambiamenti del nostro corpo, e non conserviamo i vestiti che non ci entrano più.
  • Accettiamo che i nostri figli crescono e lasciano il nido, e non conserviamo ogni oggetto che hanno usato, indossato o creato.
  • Ci stacchiamo da hobby e interessi da tempo abbandonati, invece di conservare gelosamente le attrezzature e i materiali.
  • Evitiamo acquisti impulsivi, perché sappiamo che non avranno un impatto durevole sulla nostra vita.
  • Doniamo gratuitamente e generosamente al prossimo, invece di arraffare tutto ciò che possiamo per noi stessi.
  • Celebriamo i fiori di ciliegio durante le due settimane della loro fioritura, sapendo che presto sfioriranno.
  • Siamo profondamente grati per ogni istante, senza affezionarci ad esso.
  • Traiamo conforto dal sapere che una brutta situazione passerà, piuttosto che fissarci sui nostri problemi.
  • Evitiamo le frustrazioni seguendo la corrente, invece di cercare di controllare tutto intorno a noi.
  • Lasciamo che persone, cose e idee fluiscano dentro e fuori dalla nostra vita con naturalezza, invece di aggrapparci a loro o tentare di accumularle.
  • Accettiamo il fatto che le persone che amiamo cambino, e li incoraggiamo nella crescita e nel loro sviluppo.
  • Ci rendiamo conto che spesso è più facile accettare il cambiamento quando non ci dobbiamo trascinare dietro tanti bagagli.
  • Accogliamo la persona che stiamo diventando, invece di cercare di congelare il nostro aspetto, le nostre relazioni, gli interessi e le idee.
Abbracciare il concetto di mujo ci aiuta a vivere con leggerezza e grazia, affrontare ogni giorno con gioia e stupore, non dare nulla per scontato. Ci spinge ad eliminare le distrazioni e a focalizzarci su quello che conta davvero – perché i nostri giorni sono impermanenti quanto i fiori di ciliegio, e altrettanto belli.
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14 pensieri su “Il Minimalismo: non solo decluttering

  1. yliharma

    interessante vero? Francine di miss minimalist è riuscita a trovare tantissimi punti di contatto tra minimalismo e zen! certo in inglese rendeva di più…l'italiano è una lingua difficile… 🙂

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  2. MarinaMarea

    mancata perché il minimalismo è troppo estremo per me, almeno per come me lo immagino io. diciamo che potrei essere una minimalista atipica o distratta 🙂 il punto 2 e 4 della lista non rientrano nel mio modo di pensare, ad esempio di passatempi ne ho e ne ho avuti tanti diversi che si alternano ciclicamente e finirei per comprare gli strumenti da capo tutte le volte e per quello che riguarda i cambiamenti del corpo e i vestiti… ho i miei jeans verità nell'armadio: finché non ci riesco a tornare dentro vuol dire che non sono tornata al pesoforma (mi rifiuto di considerare il peso in base alla bilancia che è troppo anarchica) non ho tenuto TUTTI i vestiti di Ntaglie più piccole ma le cose migliori o che mi piacevano di più sì. anche perché nella prospettiva del dimagrimento qualcosa da mettere pian piano mi servirà. Potrei fare una eliminazione di abiti di taglia sbagliata una volta ritrovata la mia fisicità, per sbarazzarmi della vecchia me che non voglio più rivedere. ora ricordare la me che sono e che è nascosta sotto la ciccina mi fa bene, è un monito che dice: sei così, lo sei già stata e lo puoi ritornare ad essere.
    scusa il papiro 🙂

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  3. yliharma

    infatti i punti 2 e 4 sono molto difficili da accettare anche per me, soprattutto il 4 perché magari ci ho speso anche parecchio per delle attrezzature che non uso più…appartengo a quella categoria di persone che si entusiasma in fretta per le cose nuove, compra di tutto e poi abbandona dopo poco tempo…
    per fortuna con gli anni sto imparando a trattenermi un po' e poi ho acquisito alcuni interessi molto “resistenti” che mi occupano praticamente tutto il tempo libero 😀

    comunque se ti va potresti leggere questo post sul “possesso temporaneo”, un'idea molto molto interessante: anche se non la metti in pratica, potrebbe farti riflettere sul modo di considerare le cose che possiedi http://minimalitaly.blogspot.com/2011/08/possesso-temporaneo.html

    altra cosa e poi chiudo il mio papiro di risposta: non c'è un modo soltanto di essere minimalisti, non esistono formule. ognuno fa quello che sente di poter fare perché lo scopo non è liberarsi di tutti gli oggetti, lo scopo è liberarsi solo di quegli oggetti che ci “pesano”, che ci danno un senso di fastidio, disordine, insoddisfazione, riappropriarsi dei propri spazi.
    e soprattutto imparare ad essere consumatori responsabili: comprare solo quello che ci serve davvero e non assecondare lo stimolo dello shopping come medicina per la tristezza.
    quindi se i vestiti della taglia precedente sono il tuo stimolo a riprendere la forma che tanto desideri, allora non devi proprio buttarli, ma anzi tirarli fuori spesso, guardarli e motivarti a fare di più.
    e se ti piace avere degli hobby “a rotazione”…perché no?
    in conclusione il minimalismo non è una formula matematica: è un percorso individuale che puoi modellare come vuoi tu 🙂

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  4. MarinaMarea

    Grazie della risposta! per come ne parli tu allora sono già per strada verso il minimalismo: solo che finché non andrò via di casa qui con i miei è impossibile 🙂 loro conservano di tutto, in qualsiasi stato. Delle volte mi sento soffocare dai loro oggetti ed è per questo che cerco di eliminare la maggior parte dei miei: altrimenti nemmeno nelle mie stanze potrei “respirare”!!

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  5. yliharma

    allora siamo in due 😀 anch'io sto a casa con mamma…e lei conserva qualunque cosa perché “potrebbe servire non si sa mai” oppure perché sono ricordi… di recente sono riuscita a convincerla a buttare due scatoloni di vestiti vecchi e altre inutilità e mi sono sentita come se avessi vinto al superenalotto http://minimalitaly.blogspot.com/2011/09/minimo-sforzo-massimo-risultato.html 😀
    di sicuro quando potrò stare per conto mio avrò una casa senza soprammobili….quanto li odio, sempre a doverli spolverare!!!! un vaso di fiori, una lampada figa e via XD
    dai, ce la possiamo fare, me lo sento!

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  6. MarinaMarea

    spolverare è una cosa che odio, detesto e disprezzo con tutta me stessa. il mio sogno è avere pochi mobili (senza quasi niente sopra, al massimo come dici tu qualche pezzo di design o d'arte, un giardino zen e stop), niente librerie prendono una valanga di polvere e basta; niente piatti appesi ai muri, prendipolvere a forma di animaletto e niente vasi vuoti: uno sempre coi fiori e basta che i vasi vuoti mi mettono tristezza. potremmo andare ad abitare insieme 😛

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  7. miss mini

    bellissimo questo post! finalmetedelle motivazioni “spirituali” per accettare di disfarsi del superfluo… io approdo qui da una situazione inversa..fino a poco fa la mia parola d'ordine era “tenere tutto”

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  8. yliharma

    ciao miss mini! Anche per me…in famiglia siamo tutti così. Probabilmente sarà perché mamma è profuga di guerra e tutta la sua famiglia è dovuta scappare con poche valigie abbandonando i ricordi di una vita…ma lei mi ha cresciuta con il concetto di “tienilo, non si sa mai, potrebbe servire” e “tienilo, è un RICORDO”. come se i ricordi fossero cose materiali e non sensazioni e memorie che fanno parte di noi.
    Cambiare modo di pensare è difficilissimo…ma ce la possiamo fare! Buon “percorso” 🙂

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