Mental clutter

Qualche tempo fa il nostro Sifu (Maestro) di Tai Chi Chuan ci ha fatto un discorso, dopo una lezione in cui ci eravamo “agitati” parecchio per eseguire bene un’applicazione marziale in coppia. Il succo era questo: non razionalizzare ogni cosa ma viverla, sentire, fare silenzio interiore e lasciare spazio alle sensazioni.
Per me che sono iper razionale è una lezione dura da digerire: il mio cervello non sta mai zitto, è sempre in fermento, analizza, scinde in frammenti subatomici, rielabora l’input, lo combina con quello che ha già dentro e lo risputa fuori con una bella etichetta “approvato/non approvato”.
Mi capita spesso di non riuscire ad addormentarmi perché vengo travolta da pensieri, ricordi della giornata trascorsa, liste di cose da fare, pezzi di codice sviluppato a lavoro che mi vengono a tormentare con i loro possibili bug, con le ottimizzazioni da fare…
Mi riesce difficile fare silenzio interiore. Fuori è semplice, posso stare zitta e in solitudine per ore, ma dentro non riesco, la mia mente deve “tenersi occupata”, con un libro, della musica, o in mancanza di meglio con sé stessa, pensando e ripensando…

Per questo mi era risultato facilissimo fare dei ritiri spirituali in cui vigeva la regola del silenzio totale (favoloso passare giornate intere in un giardino fiorito a riflettere su Dio e l’universo) mentre invece trovo difficilissimo meditare (che altro non è se non provare a fare silenzio interiore).
Per questo un concerto di Ryuichi Sakamoto e Alva Noto mi ha deliziata e incantata: perché quest’esperienza visiva e musicale prescinde dalla mediazione del cervello per essere compresa. Anzi: il cervello è proprio d’impiccio, questa musica va dritta alla radice delle emozioni e le risveglia con forza (amore, calma, angoscia, paura, vita, morte) e non ha bisogno di qualcuno che interpreti l’armonia e vada alla ricerca di una melodia che non esiste, di schemi che sono sorpassati. Il mio cervello poteva per una volta stare zitto ad ascoltare. Un sogno.

I minimalisti hanno dato un nome a questa cosa: mental clutter, disordine, confusione mentale. Vi riassumo i punti chiave perché il post che ho linkato è focalizzato soprattutto sul mental cluttercausato da ansia e stress e il discorso che faccio io è un po’ più ampio:

  1. il mental clutter peggiora nelle persone non proprio in salute: mangiare in modo corretto, fare attività fisica, dormire il giusto sono comportamenti che riducono ansia e stress e aiutano quindi a tenere a freno il chiacchiericcio interiore.
  2. cambiare le situazioni e circostanze della nostra vita che contribuiscono ad aggravare il problema: il lavoro, le aspettative di famigliari e amici, le abitudini di vita, il frequentare determinate persone.
  3. il passato torna spesso ad ossessionarci: è necessario smettere di essere duri con noi stessi, imparare a distinguere le cose davvero importanti da quelle che non lo sono, imparare a capire quali situazioni si possono controllare e quali sono fuori della nostra portata, quindi attivarsi per cambiare le prime e accettare le seconde.

I primi due punti sono relativamente semplici, il terzo è un po’ più complicato: ho scoperto che essere indulgente e compassionevole con me stessa è molto più difficile che perdonare un’altra persona…sarà che da me pretendo la perfezione e sono sempre pronta a darmi dell’imbecille.
Sarebbe facile se ci si potesse liberare del mental clutter come si fa con quello fisico, raccogliere tutto in un sacco nero e portarlo all’isola ecologica, ma temo che ci voglia tanto impegno anche solo per ridurlo un pochino (eliminarlo poi…non credo sia possibile). Almeno non si tratta di clutter inquinante. Consoliamoci eh?

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10 pensieri su “Mental clutter

  1. Marina Rinaldini

    Preghiera della serenità. Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non possono essere cambiate, il coraggio di cambiare quelle che si possono cambiare e la saggezza di comprenderne la differenza.

    è uno dei miei mantra, se così si può dire.

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  2. unarosaverde

    Anche io analizzo sempre tutto: è il mio modo di proteggermi. Si rischia però di non godersi le cose per il semplice fatto che ci sono. Un sacco nero mentale in cui buttare la roba che non ci serve: bell'esercizio di visualizzazione!

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  3. yliharma

    già…a volte me ne rendo conto mentre lo faccio e smetto, altre volte mi incastro in certi dialoghi con me stessa e non ne esco più 😀
    brutta abitudine che ho preso da piccola quando non andavo tanto d'accordo con il resto dell'umanità…mi sa che hai ragione sul fatto che sia un modo di proteggersi, ci rifletterò 🙂

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  4. Euforilla

    Iper razionalità… come ti capisco! Soprattutto sul non avere mai silenzio in testa, sul analizzare talmente tanto che ci si perde il momento e sull'essere sempre pronti a darsi dell'imbecille.
    Se trovi i sacchetti neri per la spazzatura mentale fammi un fischio!!! 🙂

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  5. yliharma

    se li trovo ci mettiamo su un business che ne dici? tu curi la parte grafica e pubbliche relazioni, io faccio i viaggi all'isola ecologica 😄

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