Vivere per gli altri

Questo post di Leo Babauta non ha davvero bisogno di commenti.
Vi lascio con una (scomoda) riflessione serale: stiamo davvero vivendo la vita che vogliamo, la nostra vita, o ci stiamo conformando a quello che tutti “si aspettano” da noi? Ottenere un buon lavoro, comprare una casa, farsi una famiglia: sono davvero i nostri desideri, o solo bisogni indotti da consuetudini vecchie di qualche generazione? O peggio ancora dalla paura di non essere “accettati”, di essere esclusi dalla società?

Living for everyone else

Molte persone non provano il minimalismo perché pensano che non sia realisticamente applicabile alle loro vite. Ma quello che intendono veramente è che non vogliono sembrare “strani”.
Indossare gli stessi vestiti tutti i giorni può sembrare strano ai vostri amici e colleghi. Non avere la macchina vi può far passare per “originali”. Non avere uno smartphone vi fa apparire meno fighi. Vivere in una casa piccola o in un camper può far pensare a tutti che siete poveri o pazzi. Mangiare cibo vegano può far storcere il naso e borbottare i “carnivori” che fanno parte della vostra vita.

Ma per chi stiamo vivendo? Sono dell’idea che si debba vivere per aiutare il prossimo, ma quando viviamo la nostra vita per soddisfare le aspettative degli altri, finiamo per vivere una vita che non vogliamo. E cosa otteniamo quando ci uniformiamo a tutte le aspettative della gente? In realtà non gliene importa niente – non gli piacciono le cose diverse dal solito perché non riescono ad accettare i cambiamenti. Conformarsi alla massa non rende nessuno più felice – evita agli altri di dover riflettere sulla loro vita.

Da dove nascono queste aspettative? Nessuno le ha inventate, sono abitudini consolidatesi negli anni, spesso portate avanti da corporazioni che cercano di indurci a spendere tanto.
Ad esempio: abbiamo così tanti capi d’abbigliamento, gadgets e altra roba perché le pubblicità ci hanno fatto credere che abbiamo bisogno di vestiti per sembrare eleganti, per avere successo, per sentirci femminili, per essere come le star della TV. Non è sempre stato così, e sta a noi decidere se vogliamo che continui da oggi in poi.

Non sto dicendo che dovremmo andare a vivere nei boschi e ignorare la società (anche se non è una cattiva opzione). Faccio parte della società, eppure nessuno si preoccupa se metto sempre gli stessi vestiti. La gente non va fuori di testa perché non faccio regali di Natale. Potrei ricevere qualche sguardo perplesso quando dico che non ho la pay TV o la macchina, e potrei dover dare spiegazioni quando dico che sono vegano, ma nessuno si arrabbia con me e vanno tutti avanti con le loro vite. Io di sicuro vado avanti con la mia.

Il modo in cui gli altri fanno le cose non sta funzionando. Le persone non sono felici con una vita riempita solo di oggetti. Prendere sempre la macchina è stressante, peggiora la forma fisica, inquina. Le persone si ammalano a causa della dieta standard americana. Solo perché tutti pensano che questo sia il modo di fare le cose non significa però che sia il migliore. Vai contro corrente – neanche gli altri pesci sanno dove stanno andando!

Sii compassionevole, aiuta il prossimo, mostra gratitudine. Ma non cercare di soddisfare le loro aspettative. Sarai libero dalle catene di consuetudini prive di significato, in modo da poter vivere come preferisci.

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7 pensieri su “Vivere per gli altri

  1. Barbara Monzani

    Una riflessione verissima e che può essere da sprono a continuare, a migliorare e farsi ovviamente delle domande. Grazie!

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  2. Allegra

    MI piacciono molto queste tue parole e mi ci ritrovo in pieno 🙂 In particolare l'ultimo paragrafo è illuminante.
    Grazie per averlo espresso in maniera cosi' chiara e sintetica. E simpatica 🙂

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  3. yliharma

    mmm mi sa che devo cambiare il layout…dal link in poi è tutta traduzione del post di Leo 😀

    comunque prego…da parte di Leo 😛

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  4. Lara

    Direi il contrario, sono le domande che tutti ci dovremmo porre una volta ogni tanto per “controllare la rotta”, diciamo così!

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