Sete di conoscenza (atto secondo)

Anche oggi un post di Leo Babauta mi ha colpita, stavolta in modo ancora più forte perché tratta di quella che lui chiama ansia di leggere online e che io ho chiamato sete di conoscenza.
Leo risponde ad un suo lettore che gli chiede consiglio su come scegliere i migliori blog di auto-aiuto da leggere dato che non riesce a seguirli tutti (ha centinaia di post in coda…). Il lettore non sa come fare: le opzioni sono talmente tante e le opinioni così diverse, che già la scelta risulta impossibile. Si trova quindi “paralizzato” dalla paura di perdere articoli importanti che gli potrebbero cambiare la vita ed è in sostanza vittima dell’ansia di non riuscire a “tenersi al passo” con l’enorme mole di dati pubblicati ogni giorno in rete.
Suona familiare? A me sì…
La conclusione di Leo è la stessa che avevo pensato io: “lasciar andare” il bisogno di controllare tutto, di sapere tutto, svuotare la mente dalle aspettative. La metafora che ha scelto per rappresentare quest’idea è veramente azzeccata, ed è la parte che mi è piaciuta di più del suo post e che voglio condividere:

La filosofia del fiume che scorre

Se la vita è come un fiume e tutte le informazioni (inclusi blog, social media, ecc) e le esperienze possibili al mondo ne costituiscono l’acqua, allora immaginate di consumare tutta l’acqua del fiume. Ovviamente è impossibile per una sola persona bere un fiume intero, nessuno si sognerebbe mai di provare.

Tentare di acquisire tutte le informazioni e fare tutte le esperienze possibili della vita è come provare a bere l’intero fiume. Impossibile.

Adesso immaginate di voler assaggiare le gocce migliori di tutto il fiume. Come fareste? Ovviamente non sapreste quali sono e quindi dovreste assaggiare grosse quantità d’acqua per cercare di scoprirlo. Oppure potreste chiedere a pesci e pescatori, e questi potrebbero avere opinioni diverse, così dovreste provare voi stessi le loro raccomandazioni, ma ci potrebbe volere una vita intera e neanche allora sareste certi di non esservi persi le gocce d’acqua migliori.

Molte persone affrontano così il compito di trovare i migliori blog, libri, film, esperienze da fare…ne provano una gran quantità o leggono moltissimi consigli e spendono tanto tempo a testare questi consigli. Ci vuole una vita intera. E potrebbero comunque aver perso qualcosa (a dire il vero è molto probabile che sia già accaduto).

Tutte queste attività sono futili. Adesso immaginate di lasciar perdere questo inutile obiettivo di voler assaggiare le migliori gocce d’acqua.
Cosa potreste fare invece? Prendete la goccia d’acqua che vi scorre vicino in questo momento e assaporatela. Potrebbe non essere la migliore, ma chi può dirlo? Forse lo è. Forse se vi piace davvero, diventerà per voi la migliore, indipendentemente da quanto siano buone le altre.

Godetevi il post o articolo che state leggendo e non vi preoccupate degli altri.
Godetevi le esperienze che state vivendo e dimenticatevi di quelle che non avete.
Divertitevi con le persone che avete intorno e non pensate a chi vi state perdendo.
La vita è un fiume in corsa, preoccuparsi di ogni goccia d’acqua è inutile. L’acqua nella quale siete immersi in questo momento è la migliore.

L’arte di lasciar perdere

Come si fa a lasciar perdere tutti gli articoli che vorremmo leggere ma che non possiamo? Come si fa ad eliminare l’ansia di perdere articoli favolosi? Come ci si dimentica della coda di lettura?
Facendo tabula rasa.

Ogni giorno invece di aggiungere qualcosa all’ipotetica lista delle cose da leggere, inizia con una lista vuota. Questa lista non contiene né le cose che devi fare né quelle già fatte. E’ completamente vuota, il che significa che le possibilità sono infinite e il senso di colpa è pari a zero.

Fai tabula rasa ogni giorno.

Non c’è bisogno di preoccuparsi della lista di cose da leggere. Segnale tutte come lette. Non ti preoccupare per tutti i post non letti sui siti social. Non ti preoccupare di tutti i nuovi blog e siti coi quali tenersi al passo. Fai tabula rasa ogni volta.

Così puoi decidere giorno per giorno cosa fare e godertelo. Poi lascia perdere tutto, e ricomincia da capo il giorno dopo.

Non arriverai a fare tutto in nessuno dei due modi, né riuscirai a trovare il meglio del meglio: goditi l’acqua nella quale sei immerso ora.

Non sono perfettamente d’accordo sul fatto di “accontentarsi” di quello che hai perché sono convinta che buona parte (facciamo un 99%…) di quello che viviamo dipende da noi, direttamente o indirettamente, ma l’idea di fare tabula rasa ogni giorno è molto allettante.
Comunque mi sembra che il post di Babauta bilanci un po’ le cose: in fondo dice di scegliere giorno per giorno le esperienze da fare e le cose da leggere, assecondando l’impulso del momento.
Di sicuro non è una cosa facile, soprattutto quando vedo quei numerini rossi che ammiccano invitanti e ansiogeni e minacciano di crescere vertiginosamente…

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