Meno male che non sono collezionista

Non sono mai stata una collezionista “seria”. Da piccola ho raccolto monete di paesi stranieri, sorpresine del Mulino Bianco, piccoli oggettini trovati qua e là, album di figurine. Ma non ho mai sentito il bisogno di completare la collezione, di accrescerla: mi piaceva aggiungere un pezzo nuovo se mi capitava tra le mani, ma non avevo né voglia di mettere il tutto in bella mostra né ansia di finire.

Ed ero triste per questo, triste di non essere una collezionista. Io volevo esserlo. Così come volevo con tutte le mie forze tenere un diario (e ci ho provato più volte…) perché mi sembravano attività importanti e soprattutto “fighissime”.

Ed ero invidiosa di chi collezionava oggetti.

Cos’è che mi attirava tanto? Probabilmente il fatto che negli anni ’80 andasse di moda, che “tutti” collezionassero qualcosa…adesso mi sembra che se ne parli meno, che ci siano meno pubblicità dei malefici “fascicoli settimanali” in edicola, meno prodotti che fanno marketing con il gadget collezionabile. Anche se di sicuro ci sono comunque tantissimi collezionisti (pentiti?) in giro…

Joshua e Ryan scrivono:

Qual’è lo scopo? Perché attribuiamo così tanto significato agli oggetti che possediamo?

Gli oggetti che collezioniamo diventano parte di noi; le collezioni contribuiscono alla nostra identità, diventano parte di quello che siamo. Ma che succede quando le eliminiamo? Non siamo forse le stesse belle persone?

Personalmente ho idea che il collezionismo abbia a che fare con il nostro innato bisogno di certezze, di avere “radici” solide, di punti fermi che non cambiano mai. Con la paura del cambiamento, della fragilità del presente. Acquisendo oggetti in serie abbiamo l’illusione di fare qualcosa di concreto, l’illusione di contribuire alla memoria storica, di preservare il passato, mentre in realtà stiamo solo dando enorme valore a oggetti che non ne hanno.

Se fossi una collezionista “seria” adesso prenderei le mie stupende collezioni, le metterei in vendita online e spererei di attirare quelli che ancora non hanno la forza di “lasciare andare”…e probabilmente mi sentirei anche un pochino in colpa a farlo. La decisione migliore sarebbe buttare tutto in discarica…ma ne sarei capace? Quelle poche cose che avevo raccolto da piccola le ho già cestinate (erano nell’armadio misterioso…), mi restano solo le monete straniere che non ho idea di come smaltire…che faccio provo a venderle??? 😀

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8 pensieri su “Meno male che non sono collezionista

  1. Marty

    Lo sai che i collezionisti di oggetti, in percentuale, sono più propensi ad avere malattie mentali, diventano più facilmente ossessivo-compulsivi e tendono di più a diventare assassini? Detto questo….. Io sono contenta che non siamo diventate collezioniste di oggetti 😀

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