Pubblicità Regresso

Qualche giorno fa ho parlato di pubblicità e di come forse il comportamento di noi consumatori possa orientare le scelte che il mercato ci offre.

Oggi invece voglio esaminare l’altra faccia della medaglia: quanto di ciò che mi piace mangiare/vedere/indossare/ascoltare/fare è un prodotto della mia personalità, di una mia scelta obiettiva, e quanto invece è condizionato dagli stimoli che ricevo?
Che ruolo hanno la società, i media, gli amici, la famiglia nell’orientamento che do alla mia vita? Temo che la risposta non mi piacerebbe tanto…quindi lascio la questione in sospeso e vado avanti, ma con un obiettivo in più: cercare di guardare la pubblicità (che è probabilmente la più palese delle influenze esterne che ricevo) in modo più smaliziato, ascoltando quello che dice e quello che non dice, voglio diventare un consumatore critico.

E allora inauguro la rubrica Pubblicità Regresso (in omaggio alla pubblicità progresso che era partita benissimo ed è scaduta nel corso degli anni…): in pratica quando trovo una pubblicità che “non mi convince” la posto qui con un mio commento, lascio a voi giudicare se ci ho azzeccato o se ho detto una massa di cavolate 😀

Apro la serie con uno spot di una nota compagnia telefonica che mi aveva dato fastidio fin dall’inizio, anche se ci avevo messo un po’ a capire il motivo: sembra innocuo, no?
Guardiamolo meglio: le persone che hanno comprato il prodotto sponsorizzato sono tutte giovani, belle, ben vestite, alte, di successo. Il tizio che invece non ce l’ha è di mezza età, basso, grassottello, stempiato, malvestito e pure imbranato.
Il messaggio nascosto dello spot, quello che non “vedi” ma che ti entra in testa (soprattutto se sei un bambino o un adolescente) è chiaro e allucinante:
bello/ricco/giovane/alla moda = successo 
brutto/vecchio/povero = perdente
E come puoi evitare di fare la fine del perdente? Ovvio, uniformandoti alla massa e comprando il prodotto: non diventerai bello e neanche giovane, ma per lo meno non farai la figura del pezzente. Evviva…

Che ne pensate? Esagerata? Sta di fatto che questo spot mi dà decisamente sui nervi…

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9 pensieri su “Pubblicità Regresso

  1. Paola

    Sono d’accordo.
    Mi piace molto questa rubrica! C’è n’è di materiale su cui scrivere! Molto ad esempio ci sarebbe da dire sulle pubblicità delle automobili, spesso il peggio del peggio. Buon lavoro e alla prossima!

    Rispondi
    1. yliharma Autore articolo

      oddio quelle delle automobili!!!!! se ne salva forse l’1%… guarda penso che salterò a pié pari tutte quelle in cui il prodotto viene semplicemente maneggiato da una strafiga poco vestita, perché penso che sia già stato detto tutto e il messaggio è anche piuttosto esplicito…e si ostinano anche a chiamarla pubblicità creativa? ammazza che fantasia 😀
      grazie del commento e alla prossima!

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  2. La solita mamma

    Hai perfettamente ragione! E’ uno dei grandi tabù di questa società: la vecchiaia.
    E poi dove vuoi che vada a finire la solidarietà e il rispetto?
    La pubblicità purtroppo traduce quello che un sentimento comune.
    Ottima rubrica!

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  3. wonderchiari

    …perchè le olimpiadi delle 3 signore che puliscono il fornello con il bangbang? (non ricordo il nome esatto) misogina come poche cose al mondo…

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  4. Mr.Loto

    Sono completamente d’accordo con te sulla mediocrità di alcune pubblicità ( la maggior parte ormai ) ed è per questo motivo che da qualche anno ho scelto di non guardare più la tv; devo dire che a tutt’ora non ne sento la mancanza.

    Un saluto

    Rispondi
    1. yliharma Autore articolo

      Ciao Mr.Loto!
      Io la guardo a colazione (news) e a pranzo (i Simpson’s! 😀 ), quindi in totale meno di un’ora al giorno, e devo dire che mi arriva comunque una bella dose di pubblicità…quella destinata ai bambini poi è da lobotomia…
      Certo se nessuno la guardasse più avremmo risolto il problema alla radice, ma purtroppo non credo che sia una svolta del futuro prossimo…nel frattempo proviamo a scovare insieme contraddizioni e “trappole” consumistiche!

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