[Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

La rubrica Pubblicità Regresso oggi ha un ospite d’eccezione, un prodotto che adoro e che mi accompagna da oltre 20 anni, salvandomi ogni mese da fastidiosissimi dolori mestruali: il Moment!

Diciamocelo: questo prodotto non si è mai distinto per la genialità dei suoi spot, particolarmente cretini quello della versione “Act” con la finta tedesca e quello con l’inglesina delle capsule “molly”
Ma vabbè, questo non è un concorso di creatività e ci passiamo sopra.

Non mi va giù invece lo spot più recente, quello della confezione da 36.
Non mi piace perché istiga “tutta la famiglia” (cit.) ad un uso smodato di un prodotto che, ricordiamolo, è un medicinale e come tale è dannoso in caso di eccessivo utilizzo!
E non mi piace perché, se la confezione grande è una buona idea almeno in termini di risparmio di soldi e di packaging, altrettanto non si può dire di quella portatile da 6 compresse (pubblicizzata a fine spot), “utilissima in viaggio”! Ma utilissima…de che??
Non bastava tagliare via 6 pasticche da quella grande e portarsele in borsa!?
Se avete paura che si aprano, potete metterle, come faccio io, in una scatolina da gioielliere (a casa ne avete di sicuro una marea), così saranno perfettamente protette!
Poi volete mettere che sciccheria quando ne “offrite” una all’amico col mal di testa?? 😀

Per quanto mi riguarda stavolta i signori del Moment hanno preso un bel granchio…speriamo che la confezione da 6 sia un flop!!

P.S. se volete riflettere/discutere un po’ sul nuovo spot Ikea che promuove minimalismo e decrescita leggete questo post su viaggioleggero, c’è anche un mio commento!
Dato che Alberto ha fatto un ottimo lavoro, io qui non ne parlerò: è già stato detto tutto 😉

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14 pensieri su “[Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

  1. Paola

    Per come la penso io, le confezioni dei medicinali dovrebbero essere il più possibile piccole: quanti medicinali buttiamo regolarmente perché scaduti, dopo aver comprato una scatola di cui abbiamo dovuto usare solo poche compresse? In questo caso il contenuto prevale sull’eccesso di imballaggio, nel senso che, se per tutti gli altri prodotti vale il principio delle confezioni-famiglia, non è così per i medicinali. Dunque, concordo con le tue riflessioni iniziali, un po’ meno con quelle riguardanti la confezione piccola. Post comunque molto interessante. Grazie!

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    1. yliharma Autore articolo

      Per come la vedo io dovremmo proprio tornare al sistema di qualche decennio fa (non tanti, anni 60, quando mia mamma ha iniziato a lavorare in farmacia): andavi con la tua prescrizione e ti confezionavano al bisogno solo e soltanto la quantità di medicinale che ti serviva, punto e basta. Niente sprechi, niente rischio di overdose ecc…
      E questo sarebbe l’ideale ovunque: pensa che bello se al super si potesse andare col proprio contenitore da riempire?? Un sogno…
      Per il caso del moment io ne uso davvero tantissimo e data la scadenza sempre lontana mi conviene prendere una confezione più grande. Anche se ora ho sperimentato dei sistemi più naturali per i dolori mestruali e spero proprio di poterlo smettere del tutto 🙂
      Il problema è adesso: sfuse non ce le danno e troppe (come giustamente fai notare tu) poi scadono e vanno buttate (e smaltite!!!!)…io direi che è il caso di regolarsi in base ai propri consumi, ovvero se una medicina la prendo costantemente e posso scegliere tra una confezione grande e una piccola, meglio grande; se è una roba una tantum allora meglio piccola e se me ne serve ancora la ricompro 🙂

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  2. Marty

    io ho una bustina in cui metto tutte le mie medicine da viaggio, in modo da non dimenticarmi di prenderle, e la lascio nella borsetta. il problema è sto packaging fatto di etti di plastica plasticosa… devo prendere una pastiglia al giorno, tutti i giorni, per tutta la vita. avete idea di quanta plastica e carta sprechiamo? che poi dopo un po’ anche il bugiardino non ti serve più, ne conservi uno e per tutte le volte vale! ce le daranno mai sfuse come fanno in america ste pillole!?

    Tra l’altro mi viene in mente che quando vado in farmacia a comprare gastropotettori (il gaviscon) o altre cose liquide, cercano sempre di vendermi quello nei flaconcini monodose da portare in giro, che costano il triplo rispetto al boccetto grosso da tenere in casa. Che ladri!

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    1. yliharma Autore articolo

      La penso esattamente come te, l’ho scritto anche nel commento a Paola: pensa che fino agli anni 70 era anche qui come in USA, andavi con la prescrizione e ti confezionavano solo il necessario. Poi sono arrivati gli anni 80, anni sfarzosi di lustrini, eccesso e consumismo…addio!
      Anche a me cercano sempre di rifilare i monodose in farmacia…maledetti! 😦

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  3. L e R

    Noi facciamo le farmaciste e abbiamo criticato da subito questo spot e il principio che ci sta dietro. Fermo restando che uno se vuole si può intossicare comprando 10 scatole da 6, il messaggio che passa è “fai la scorta che tanto si usa”. Ci sarebbe da aprire un discorso lunghissimo, ma non è questa la sede. Dico solo che finora non abbiamo avuto neanche una richiesta di moment da 36 (che tra l’altro abbiamo deciso di non tenere), segno che le persone non si fanno abbindolare tanto facilmente per fortuna.
    Per correttezza, penso ci sia da sottolineare anche che l’educazione all’uso dei farmaci non spetta (solo) alle aziende, che in realtà fanno il loro lavoro cercando di vendere, ma a chi con il farmaco lavora, cioè medici e farmacisti, con la collaborazione, possibilmente, dei clienti/pazienti, i quali molto spesso si fidano molto più della TV che del professionista che hanno davanti.
    E poi, naturalmente, non ci dobbiamo dimenticare il ruolo degli organi di controllo (Ministero della Salute, AIFA) , che autorizzano sia l’immissione in commercio di queste confezioni, sia la loro pubblicizzazione.

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    1. yliharma Autore articolo

      Purtroppo non tutti i medici e farmacisti sono corretti col paziente (e io sono figlia di due farmacisti che ne hanno viste e sentite di cotte e di crude…), non tutti sconsigliano l’acquisto di farmaci da banco e il fai da te. Sul Ministero poi sorvoliamo…considerando che sono ancora in vendita medicinali che molti studi hanno dimostrato fare più male che bene….
      Purtroppo il paziente si deve saper districare e informare da solo in questa selva di disinformazione….
      Mi fa piacere sapere che ci sono persone serie come voi 🙂

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    2. Marty

      “Per correttezza, penso ci sia da sottolineare anche che l’educazione all’uso dei farmaci non spetta (solo) alle aziende, […] ma a chi con il farmaco lavora, cioè medici e farmacisti, con la collaborazione, possibilmente, dei clienti/pazienti”

      Giusto per la cronaca, ci vuole secondo me una base etica che non tute le persone adottano, soprattutto alcuni medici e farmacisti, che pensano al proprio benessere economico piuttosto che a quello del paziente. tanto per fare un esempio, anche se di medicine non si tratta: l’altro giorno la mia bimba appena dimessa dopo il parto ha fatto la visita di controllo dal pediatra dell’ospedale, che mi ha prontamente prescritto il latte artificiale perchè secondo lui non avevo abbastanza latte. ovviamente la prescrizione era a ricetta bianca e per una marca specifica. io ho resistito una settimana, parlandone con la pediatra a cui la bimba è iscritta e il latte è venuto fuori senza l’aiuto di giunte o schifezze simili. Dovrebbero abolire gli informatori farmaceutici!

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  4. Wish aka Max

    In passato ho fatto un uso smodato di ibuprofen. Non esisteva ancora il moment e io avevo scoperto l’Advil in USA dove andavo spesso in trasferta nel periodo tra il 1999 e il 2002. Era l’unico sollievo, preso in dosi massicce (400mg per volta, talvolta 600, sino a 6 volte al giorno), per le mie tre ernie del disco (sì c’era il 3×2, non potevo rifiutare l’offerta speciale… :lol:).
    Le tre ernie sono state curate, poi ho smesso di fumare quindi anche i mal di testa si sono placati, e ora ne faccio un uso sporadico. Però piuttosto che il moment, che trovo caro arrabbiato, preferisco il Brufen, che tra l’altro c’è anche con dosaggio 600mg. Se tutti ci educassimo all’uso dei farmaci generici forse Angelini non avrebbe proprio i soldi per fare pubblicità idiote (molly non la sopporto, giuro, tirerei un mattone sul televisore ogni volta).
    Nel merito della scorta, io credo che determinati farmaci siano comunque da tenere in casa. In particolare gli analgesici servono quando uno sta male, e se si sa (ad esempio) che si soffre in modo ricorrente di emicranie, non posso pensare che ogni volta vado in farmacia. Poi ovviamente il senso di responsabilità di ciascuno deve intervenire per evitare l’abuso. Però tornare come qualcuno ha suggerito alla preparazione galenica con il quantitativo necessario per la singola terapia, nel caso specifico mi parrebbe esagerato.

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    1. yliharma Autore articolo

      Non parlavo di preparazione galenica, ma di una cosa del tipo che le farmacie comprano “a stock”, a bidoni: il paziente va con la prescrizione per l’antibiotico che prevede ne prenda in totale 24 per tutta la cura e il farmacista gliene confeziona esattamente 24. Oppure va e chiede 30 compresse di analgesico e quelle gli vengono date. Niente scatola, niente marchio (ovviamente solo per i generici…), niente pubblicità, niente costi aggiuntivi, packaging minimale 🙂
      ps: io per i dolori mestruali prendevo 500mg a botta fino a 3 volte al giorno…meno male che mi sto disintossicando 😀

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  5. cri

    Io di solito non uso medicinali, e, scusa il paradosso, trovo anche che le case farmaceutiche siano uno dei peggiori cancri della società (oltre che i peggiori avvelenatori), quindi già di per sè trovo irritanti tutte le pubblicità dei medicinali (vogliamo parlare del tizio che ha il febbrone ma devono arrivare ospiti, così ingoia un’aspirina e dopo dieci minuti sprizza energia e salute da tutti i pori?). E quindi anch’io, quando mi è capitato di vedere quella pubblicità, ho fatto lo stesso ragionamento che hai fatto tu: ma sì compriamo confezioni giganti, così ce n’è per tutti, e poi se per caso sono in scadenza magari ne ingoiamo anche se abbiamo un lieve accenno di mal di testa, così non vanno sprecate!

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    1. yliharma Autore articolo

      argh non avevo pensato alla cosa del “finiamole che stanno per scadere”!!! come quando ti sta per scadere la maionese e fai un’insalata russa!!!! O__O
      e temo che tu abbia ragione…siamo capacissimi di farlo…
      comunque il mio scetticismo nei confronti delle case farmaceutiche deriva anche da un’esperienza lavorativa in un’azienda che collaborava con medici e case farmaceutiche…mi dispiace dire che c’era un imbarazzante scambio di “favori”…ovviamente a scapito dei pazienti. spero solo che non tutti i medici siano così e intanto studio sistemi alternativi per mantenermi in salute e limitare al minimo i medicinale che assumo 😉

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  6. mykoize

    Mi capitasse Molly sotto tiro a me… Glielo faccio passare a sberle il mal di testa! (come la odio quella pubblicità!)

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