La tentazione dello shopping

shopping-bagsE’ molto probabile che abbia già parlato dello shopping come gratifica o consolazione in momenti di stress o disagio interiore, ma vale la pena ribadire…soprattutto con la stagione dei saldi che incombe!

Lo spunto me l’ha dato questo post di Alekim, una ragazza che ha scelto di mollare il lavoro con i signori di Google e vivere in giro per il mondo portandosi dietro uno zainetto e tanta voglia di fare esperienze. Diciamolo: una con le palle che ammiro molto.
Alekim ha provato in prima persona che fare decluttering è liberatorio, fa sentire leggeri, ma genera anche sensi di colpa per i soldi spesi inutilmente. I soldi che buttiamo via per comprare oggetti inutili sarebbero investiti meglio in esperienze (ha nuotato con i delfini!!!!) e questo pensiero (insieme all’incertezza economica derivante dal non avere un lavoro fisso) basta a trattenerla dal fare acquisti sconsiderati. MA. C’è un grosso ma: “la tentazione è sempre forte”Dice:

Penso che sia quasi impossibile essere minimalisti se si lavora molto e si ha un bello stipendio perché lo spendere i soldi guadagnati con tanta fatica diventa quasi un obbligo. Lo shopping è la nostra gratifica ad aver passato 10 ore in ufficio a fare cose di cui ci importa poco o nulla, che sono quasi completamente inutili (tolti i servizi lo sono quasi tutti i lavori di ufficio) e che ci tolgono il tempo per vivere davvero la nostra vita.

Due riflessioni interessantissime:

  1. Chi lavora molto e guadagna bene (soprattutto se fa un lavoro non gratificante) è praticamente condannato ad essere consumista e spendaccione, ad accumulare oggetti cedendo alla tentazione dello shopping.
  2. Anche chi ha imparato a rapportarsi diversamente con oggetti e acquisti e ha fatto esperienza di downshifting e/o decluttering non è immune dalla tentazione, soprattutto in luoghi e situazioni particolari (grandi città, viaggi, festività, saldi, stress…) e può quindi ritrovarsi a fare acquisti sconsiderati.

Da quando ho iniziato a guadagnare qualcosa mi sono ritrovata spesso nella prima situazione (vivendo con mamma mi posso permettere dei “lussi” anche con uno stipendio intorno ai 1000 euro) anche se adesso riesco a resistere e prima non mi ponevo proprio il problema di spendere (direi che ora rientro più nella seconda categoria…cerco di resistere 😀 )

Un altro spunto di riflessione sul tema me l’ha dato l’amico google: cercavo un’immagine che rappresentasse lo shopping da inserire nel post, così ho digitato “shopping” e ricerca per immagini…ecco cosa è venuto fuori: foto e disegni di donne con le braccia stracariche di pacchetti che esibiscono inquietanti sorrisi a 32 denti. Qual’è il messaggio? Che solo le donne fanno shopping? Che il desiderio principale e maggiore fonte di appagamento per una donna è fare shopping? Che le donne sono spendaccione? Che senza un pacchetto in mano siamo perdute??!
Bah…non nego che fare acquisti dia una certa soddisfazione (sarei un’ipocrita a farlo) ma il punto è che è temporanea, mentre i debiti e il caos in casa durano molto più a lungo. E poi vabbè, che siano solo le donne a fare shopping è una palla gigante: conosco uomini che spendono molto più allegramente di tante donne…

La prossima volta che avete l’impulso irrefrenabile a comprare qualcosa, ricordatevi che:

  • dovrete trovare un posto a quello che state acquistando
  • rivenderlo (o liberarvene in qualche modo) è molto più difficile che comprarlo, un vero sbattimento…
  • coi soldi dai quali state per separarvi avreste potuto nuotare con i delfini ♥
  • vi sentirete in colpa se non lo usate
  • ci sono modi migliori per gestire lo stress da lavoro (vi consiglio il Tai Chi Chuan)
  • state contribuendo ad alimentare lo stereotipo donna-shopaholic

Vi segnalo anche i due nuovi post di viaggioleggero sul lavoro:
Perdere il lavoro 1: Capovolgi la prospettiva e Perdere il lavoro 2: Riprenditi il tuo tempo

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13 pensieri su “La tentazione dello shopping

  1. Chiari

    Anche il fatto di non averne molti, di soldi, aiuta molto a non sperperarli =D Io per esempio ho messo da parte un certo gruzzolo, poi ho deciso di rimanere a casa con Zelda e sono MOLTO MOLTO MOLTO MOLTO attenta con le spese. Praticamente vivo di rendita (spese) degli anni indietro =D Vestiti ancora con l’etichetta…. O.o

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    1. yliharma Autore articolo

      ah beh diciamo che ti eri avvantaggiata prima 😀
      ottimo comunque, alla fine non butti via niente no? e poi sono anche tornati di moda gli anni 80… 😀

      Rispondi
  2. musicalina

    Un post così sensato, dopo aver trascorso una domenica a Bologna, a fare (un po’) di sano shopping natalizio è una vera botta alla propria autostima!
    Però hai ragione da vendere…eh già! 🙂

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      1. musicalina

        Sperperato no, non riuscirei nemmeno se volessi.
        Ho fatto qualche regalo di Natale (mia figlia, mia nipote e mi sono regalata una borsa per me!).
        Ma io sono il tipo che, dopo aver comprato qualcosa non di prima necessità, si sente in colpa per settimane…
        🙂

  3. Alekim

    Ciao! Grazie per i complimenti, innanzitutto e per la citazione. L’argomento è sempre molto stimolante e interessante e suscita diversi filoni di riflessione. Proprio sabato ero ad accompagnare un’amica a fare shopping natalizio e siamo entrate in uno dei miei negozi preferiti. Dopo aver addocchiato uno stupendo maglione da 95£, averlo toccato, palpato, annusato ed esserci girata intorno più volte (ho resistito dal provarlo), quasi con una fitta di dolore ho abbandonato il negozio. Solo un paio d’anni fa lo avrei comprato senza battere ciglio, assieme ad altre due o tre cose probabilmente. Come dici bene tu, e ribadisce altrettanto bene Pattylafiacca qui: http://bonificiesogni.wordpress.com/2012/12/17/le-origini-il-downshifting/, mi sono sentita privata di un’emozione, di una gioia.
    Poi, più tardi mi sono messa a pensare a tutti i maglioni che ho e alla gioia che effettivamente mi procura indossarli. Me ne sono venuti in mente solo due. Che poi sono sempre i soliti che metto, con cui mi sento a mio agio, nei miei panni. E lo stesso lo potrei dire per tutte le t-shirt o i jeans o le giacche…Le legge di Pareto 80/20 si applica anche al guardaroba: l’80% delle volte indossiamo solo il 20% dei nostri vestiti. Ecco, già mi sento un po’ meglio… 🙂

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    1. yliharma Autore articolo

      bellissimo il post di Patty! non ci avevo pensato ma si fa davvero più fatica a NON comprare che a cedere all’impulso…pensa tu come siamo condizionati!
      e come hai provato sulla tua pelle anche tu basta superare quell’attimo iniziale (che è un pochino come i primi giorni quando hai smesso di fumare e ti viene l’impulso di cercare il pacchetto in borsa…) e poi è fatta, ti senti un po’ meglio. solo un po’ purtroppo 😀
      speriamo che con l’esperienza diventi più facile..grazie di essere passata!

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  4. Marty

    Non avendo uno stipendio fisso, e vivendo di rendita del mi compagno per adesso, mi sento uno schifo anche se mi concedo il caffè al bar le (poche) volte che esco. Che poi è proprio un lusso, perchè il caffè lo posso bere pure a casa no? però è un vizio, una coccola che mi fa sentire bene. E è qui che casca l’asino: in teoria mi dovrei sentire bene al di fuori delle coccole che mi concedo (che siano caffè, un trucco nuovo o una magliettina ecc ecc). Ma bisognerebbe fare un sito a parte sul come trovare la serenità interiore in modo poi, da non farsi pesare il decluttering. Ci vuole solo un po’ di equiibrio in questa vita frenetica (ho provato a fare tai chi ma l’immobilità delle pose mi faceva venire l’ansia. giusto per dire.)

    comunque FIGATA nuotare con i delfini! ❤

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    1. yliharma Autore articolo

      😀 a molti il Tai Chi fa venire l’ansia, tranquilla!
      Secondo me è perché nell’immobilità (che poi ci si muove, lentamente ma ci si muove) sei costretto ad affrontare te stesso, i muscoli che non reggono, il corpo che si ribella, la mente che perde la concentrazione, la paura di “fallire”, la sensazione di non essere in grado nemmeno di camminare. Devi affrontare e vincere l’ansia di stare. Fermarsi e stare. Guardare chi sei in quel momento, cosa puoi e non puoi fare ed accettarlo, volerti bene, non giudicarti.
      E’ una bella prova, molto istruttivo anche al di fuori della palestra, perché certi atteggiamenti te li ritrovi nella vita quotidiana. Diciamo che se riesci a superare il disagio iniziale, poi trovi quell’equilibrio interiore di cui parlavi, o almeno sei sulla buona strada per trovarlo 🙂
      Comunque secondo me una coccola ogni tanto te la meriti (magari evita l’oggettino o il vestito superfluo e vai di caffè, cenetta, gita) anche perché va bene che stai a casa e il tuo compagno provvede per te, ma tu stai facendo la mamma: ti pare poco?? Un bacino alla cipollotta ❤

      Rispondi
  5. Sab

    Ecco io su questo argomento mi sento abbastanza tranquilla. Non mi e’ mai piaciuto comprare vestiti, trucchi, scarpe, accessori etc. Credo che il 50% o piu’ delle cose che uso siano regali ricevuti da mia mamma che almeno 1-2 volte l’anno mi compra una magliettina per pieta’, visto che quando ne ho una che mi piace la metto tutti i giorni (tranne quando e’ a lavare) e dopo un anno e’ distrutta ma non ho voglia di andare in giro a cercarne un’altra!!!!
    Un po’ di tempo fa spendevo parecchio in libri e cosine per la casa, ora nemmeno piu’ quelli da quando ho capito che non ho spazio e non mi piace avere la casa “invasa” di oggetti.
    Su cosa spendo allora (visto che ho un lavoro)? Esperienze: qualche cena fuori, qualche cinema, ma soprattutto viaggi che sono la mia passione. Non ho mai nuotato con i delfini ma con gli squali si’!! 😛 Niente mi puo’ dare piu’ emozione di quella che ho provato nel camminare su un ghiacciaio, nel dormire nel deserto, nel vedere “a casa loro” i pinguini, nel passeggiare alla luce del sole di mezzanotte, nell’esplorare antiche civilta’… 🙂 chissenefrega dei vestiti!!!!! 😀

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    1. yliharma Autore articolo

      ohhhh ma che viaggi stupendi che hai fatto!!!! mi unisco al coro: chissenefrega dei vestiti!!!
      più soli di mezzanotte per tutti (hai visto anche l’aurora boreale? *__* )
      Come fai per i libri? Ti sei convertita agli e-book? Io ci sto ancora pensando su… Ai libri non posso davvero rinunciare, mi sentirei “a metà”…

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  6. Sab

    L’aurora boreale mi manca 😦 ci ho provato un capodanno, 6 giorni in Lapponia ma niente!! In compenso gita in motoslitta, nave rompighiaccio (stupendo!!), slitta con gli husky, slitta con le renne… bellssime esperienze!
    I libri a dire il vero li compro ancora, qualche volta, ma sicuramente non spendo piu’ 150 euro o piu’ al mese come facevo anni fa. Ho un lettore ebook ma gli ultimi che ho preso sono stati cartacei, piu’ che altro perche’ di alcuni autori li ho tutti di carta e l’ultimo uscito mi piaceva stesse con i suoi “fratelli” sullo scaffale. Ma sicuramente l’ebook e’ una scelta ottima e se posso di solito compro quella versione.

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    1. yliharma Autore articolo

      *__* che spettacolo…renne e husky…ghiaccio e neve…un sogno!!!
      ammazza che spendacciona coi libri 😛
      io credo di essere arrivata ad un massimo di 70 euro su amazon per un ordine singolo, ma in totale credo di comprare una ventina di libri all’anno, più o meno, anche perché il tempo per leggerli è limitato e ho già la coda e la wishlist piene zeppe 😀

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