Lavarsi con la plastica

Di recente ho scoperto un motivo in più per usare solo cosmetici ecobio: per non riempire i mari di plastica. Suona strano? Anche a me, che ingenuamente pensavo che nei prodotti per l’igiene personale ci fossero tante sostanze chimiche non proprio innocue e molti derivati del petrolio ma mai avrei detto che ci fossero dei pezzettini di plastica.

Piccolissime sferette di plastica (le più piccole analizzate sono invisibili a occhio nudo) contenute principalmente in scrub, detergenti viso e dentifrici, che servono a rimuovere le cellule morte, pulire a fondo, levigare la pelle. Alcuni prodotti ne contengono fino al 10% del loro peso totale!
Particelle di plastica che, dopo aver fatto il loro lavoro, finiscono negli scarichi e passano intatte attraverso i filtri degli impianti di depurazione (oltre tutto non sempre le acque reflue sono trattate prima di essere immesse in mare e in caso di alluvioni le fogne possono traboccare prima di arrivare agli impianti).

La Marine Conservation Society americana e altre associazioni si stanno battendo per impedirne l’utilizzo. Lo Stato dell’Illinois ha già messo al bando i prodotti che le usano.
Le analisi condotte dimostrano infatti, che i pesci, i crostacei e i piccoli organismi marini le ingeriscono senza accorgersene: la plastica entra così nella catena alimentare, arrivando, in ultima analisi, anche sulle nostre tavole. La micro plastica contribuisce inoltre ad accrescere le ormai famose “isole di plastica” negli oceani e introduce sostanze altamente inquinanti nell’ecosistema, sia contenute nella plastica stessa (rilasciate in seguito a reazioni chimiche per contatto con l’acqua di mare e altre sostanze in essa contenute) sia sulla superficie delle sferette (residui di lavorazione).

Come riconoscere i prodotti che contengono le microsfere di plastica?
Evitate tutti quelli che nell’Inci riportano le seguenti sostanze: Polyethylene (PE), Polypropylene (PP), Polyethylene Terephthalate (PET), Polymethyl methacrylate (PMMA) e Nylon. PE e PP sono le più comuni.
Aggiungo che se non siete più che sicuri della serietà dell’azienda produttrice, evitate anche quelli che non riportano queste sostanze nell’inci ma che in etichetta parlano di “microgranuli” e simili.
Esiste anche un’app che tramite il codice a barre dei prodotti indica se state comprando qualcosa che contiene le microsfere di plastica. Purtroppo non c’è ancora una sezione con i prodotti venduti in Italia (e te pareva…) ma dalla lista di quelli venduti in altri paesi europei potete farvi un’idea di cosa evitare.

Alternative ecobio per lo scrub:

  • in rete potete trovare tantissime ricette di scrub fai-da-te (occhio che alcune sono poco serie e rischiano di irritare la pelle).
  • le “spugne” prodotte da vegetali (non marini) come la konjac o la luffa.
  • i panni in microfibra (anche se questi usano per la maggior parte fibre sintetiche…).

 

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5 pensieri su “Lavarsi con la plastica

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