Il diritto alla libertà

Forse non ci rendiamo conto delle piccole cose che possono legarci, proprio quelle che vogliamo tenerci sono quelle che ci tengono. Può essere una casa, un giardino, un mobile, persino loro hanno il loro diritto di libertà. I beni terreni sono dopotutto passeggeri, danno ansietà e preoccupazione perché dentro di noi intuiamo la loro transitorietà e l’inevitabile perdita finale. Sono lì per essere goduti, ammirati e usati per quelli che valgono, ma non per acquisire un’importanza tale da diventare catene per legarci.
Se liberiamo tutti e ogni cosa intorno a noi, come ricompensa saremo più ricchi di prima in amore e in beni, perché l’amore che ci dà libertà è il grande amore che ci unisce più vicino.

Tratto da “Libera te stesso” di Edward Bach (il grassetto è mio), un libro piccolo piccolo pieno di grandi idee che consiglio a tutti quelli che sono alla ricerca di sé o che provano insoddisfazione e tristezza (spesso senza saperne il motivo).

Di questo passaggio mi ha colpito soprattutto il concetto del diritto alla libertà esteso anche alle cose inanimate: non ci avevo mai pensato, ma tenere un oggetto inutilizzato in cantina equivale a tenerlo prigioniero. Un frullatore chiuso in uno scatolone è tenuto in ostaggio, noi non vogliamo usarlo (non ne abbiamo bisogno) ma non permettiamo a nessuno di usufruirne, egoisticamente lo leghiamo a noi per sempre e anche se alla fine verrà il momento di usarlo, sarà troppo vecchio e non lo vorremo più: lo butteremo (o qualcuno lo farà al posto nostro) e la sua “vita” sarà stata del tutto inutile, uno spreco totale di energia e materiali.

I beni terreni sono passeggeri […] sono lì per essere goduti, ammirati e usati per quello che valgono, ma non per acquisire un’importanza tale da diventare catene per legarci : smettiamola di tenere tutto e tutti sotto il nostro controllo, lasciamo andare il senso di ansietà che deriva dal fatto che sappiamo che tutto e tutti prima o poi ci lasceranno, smetteranno di funzionare, moriranno.
Godiamo invece della vita, usiamo gli oggetti che sono in nostro possesso o permettiamo ad altri di usufruirne: regalare, vendere, condividere, prestare diventeranno una seconda natura, non saremo più attaccati alle cose e quando sarà il momento di lasciarle andare, sapremo almeno di averle usate fino in fondo, senza rimpianti.

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4 pensieri su “Il diritto alla libertà

      1. gretagolia

        Paola grazie per questo contributo. Leggerò sicuramente il libro sono molto curiosa. E sì il lavoro è lungo dalla cantina alle persone, se ci riusciamo in questa vita sai che traguardo! La frase che mi ha colpito di più: “I beni terreni sono dopotutto passeggeri, danno ansietà e preoccupazione perché dentro di noi intuiamo la loro transitorietà e l’inevitabile perdita finale.” si sa la morte è un tabù nella nostra cultura. Baci

      2. yliharma Autore articolo

        Hai proprio ragione sulla morte come tabù: questa mentalità si diffonde un po’ a tutto e finiamo per vivere male ogni perdita, anche quelle degli oggetti… Baci!

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