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Cittadinanza in festa 2014 a Spoleto

savetheDATE_ok-05Da domani e per tutto il week end (2-4 maggio) a Spoleto ci sarà la prima edizione della festa nazionale di Cittadinanza Attiva, con un programma interamente dedicato al tema dello spreco!

Si parlerà di spreco alimentare, ambientale e sanitario, ci saranno worshop sui rifiuti, il consumo critico, il problema dell’energia, tantissimi laboratori gratuiti, concerti serali e la possibilità di conoscere altre persone interessate alle tematiche che più mi stanno a cuore. Bellissimo no? E anche a due passi da casa mia! Sembra un sogno… Infatti resterà un sogno perché io non ci sarò…sono carcerata in ufficio causa scadenze…speriamo che la facciano anche il prossimo anno!

Vi segnalo anche che sabato 3 maggio Greta Golia di Contiamoci (il Network delle Buone Pratiche e se non lo conoscete andate subito a rimediare!) coordina il workshop “I territori si raccontano”  sulle piccole realtà locali che cercano di cambiare il mondo “dal basso”.

Qui trovate tutto il programma in dettaglio: andate, fotografate, prendete appunti e poi raccontatemi tutto!

P.s.: Se non vi basta tutto questo programmone vi posso assicurare che Spoleto è una città stupenda, di sicuro non vi annoierete 🙂

Consigli vari sui rifiuti

Isola_EcologicaUn post veloce per qualche segnalazione “scontata” 🙂

Il Comune di Terni fornisce gratuitamente a tutti i residenti i sacchetti per l’umido, basta recarsi in Circoscrizione per riceverli! Facendo una ricerca velocissima e molto poco approfondita ho visto che di sicuro questo servizio è attivo anche a Segrate e a Milano: informatevi presso il vostro Comune!

Altro servizio gratuito molto molto comodo è quello del ritiro dei rifiuti ingombranti (mobili, elettrodomestici, infissi, ecc), è sufficiente telefonare ai numeri preposti (anche qui vi basterà chiedere in Comune) e concordare giorno e ora del ritiro.

Vi è mai capitato di andare all’isola ecologica con tutte le bustone piene di roba e trovare i cassonetti della differenziata traboccanti? L’azienda che gestisce i rifiuti a Terni ha messo a disposizione un servizio di segnalazione online per questi problemi e per chi non ha voglia di impelagarsi con il web basta fare una telefonata.

Ultima segnalazione: vi ricordo che è fondamentale fare la raccolta degli oli vegetali usati (quelli della frittura per intenderci) perché inquinano tantissimo e perché sono una risorsa preziosa e riutilizzabile. Oltre tutto è facilissimo: basta prendere un contenitore di plastica grande (le tanichette dell’acqua distillata* sono ottime) e versarci l’olio da freddo. Se non friggete molto vi basterà andare al centro di smaltimento una volta ogni 2-3 mesi 🙂

Avete dubbi su come smaltire un oggetto? Conservate tutto quello che non sapete dove buttare, non mettetelo nel cassonetto senza pensare! Chiamate in Comune e fatevi dare il numero dell’azienda che gestisce lo smaltimento rifiuti oppure andate direttamente al centro di raccolta più vicino: vi aiuteranno a smaltire correttamente i rifiuti.

UPDATE: Terni è una delle città più inquinate d’Italia, con elevati tassi di mortalità da tumore: abbiamo una fabbrica di materie plastiche e un’acciaieria entrambe all’interno di quartieri abitati, ai margini del centro. Abbiamo ben tre inceneritori, di cui uno spento per aver provocato gravi danni ambientali.
Nei dintorni della città, sempre all’interno della “conca ternana” (Terni è al centro di una valle circondata da montagne in cui l’aria e le polveri ristagnano benissimo…) ci sono moltissime altre attività industriali medio-grandi, in mezzo ai campi coltivati.
E nonostante tutto questo mi piace parlare di piccole cose, continuare a fare la raccolta differenziata, sostenere e diffondere le piccole iniziative, perché se è vero che poco possiamo fare per risolvere i grandi problemi e chiudere le fabbriche significherebbe far morire la città, allora almeno impegniamoci nei gesti quotidiani che sembrano poca cosa, ma contribuiscono a fare la differenza.
Finito il preambolo, aggiorno il post per segnalare che la solita azienda che si occupa di smaltimento rifiuti a Terni ha aperto un gazebo informativo in piazza dove potrete ottenere risposte ai vostri dubbi sulla raccolta differenziata e dove i fumatori impenitenti potranno ricevere gratuitamente un portacenere e portamozziconi da tasca, per non inquinare anche il suolo oltre all’aria 😀 1891004_737536189613218_1295525377_n (1)

* se avete il condizionatore in casa raccogliete l’acqua di scarico: è acqua demineralizzata perfetta per stirare 😉

Non c’è niente di scontato

dz9zrnNon bisogna mai dare nulla per scontato.

Pensavo che nel (ormai) 2014 tutti conoscessero la differenza tra i vari tipi di allevamento delle galline ovaiole e sapessero come riconoscerli, e invece mi sbagliavo. Mi rendo conto che c’è tanta (troppa) gente che non sa nulla di cosa mangia, cosa si spalma in faccia, dove finiscono le tonnellate di scarti che produce, a che costo (per l’ambiente e per altri esseri umani e non) ottiene ciò che desidera.
Lo so che a due mesi dall’ultimo post (anche lui a tema “ecologico”) e senza aver neanche fatto gli auguri di Natale e Buon Anno a nessuno questa mia tirata sulle uova suonerà fastidiosa, ma se posso contribuire a far cambiare abitudini all’acquisto anche ad una sola persona mi sento in dovere di farlo, almeno di provarci.

E’ facilissimo leggere il codice (presente sul guscio di ogni uovo), cliccate sull’immagine all’inizio del post e potrete vedere la versione ingrandita.
Il numero più importante è il primo, perché è quello che identifica il tipo di allevamento da cui proviene l’uovo:

  1. Allevamento biologico “0”: le galline, allevate secondo disposizioni dell’agricoltura biologica, razzolano all’aperto per alcune ore al giorno e depongono le uova in nidi o a terra. 1 gallina per 10 metri quadrati di terreno all’aperto con vegetazione.
  2. Allevamento all’aperto “1”: le galline per alcune ore del giorno possono razzolare in un ambiente esterno: le loro uova sono deposte nei nidi oppure deposte sul terreno e raccolte successivamente dall’allevatore. 1 gallina per 2,5 metri quadrati di terreno all’aperto con vegetazione.
  3. Allevamento a terra “2”: le galline ovaiole si muovono liberamente ma in un ambiente chiuso, solitamente un capannone. Anche in questo caso le uova sono deposte nei nidi oppure vengono raccolte dagli allevatori sulla lettiera, dove sono state deposte. 7 galline per 1 metro quadrato con terreno coperto di paglia o sabbia, ecc.
  4. Allevamento in gabbia (o batteria) “3”: le galline si trovano in gabbia, dove depositano le uova su un nastro trasportatore che le porta direttamente al confezionamento, evitando così il contatto con la lettiera. 25 galline per 1 metro quadrato con posatoi che offrono almeno 15 cm per gallina.

FateVi un favore: d’ora in poi solo uova da allevamenti di tipo 0 e 1, si trovano anche nei discount e non costano molto più delle altre. Tra l’altro avrete occasione di consumare le “ottime” uova di batteria nel 99% dei prodotti confezionati, nei prodotti da pasticceria, nella pasta all’uovo fresca…almeno a casa ce la vogliamo fare una frittata genuina?

Ah…Buon Anno 🙂

P.S: A proposito di Natale, com’è andata quest’anno? Avete fatto “i bravi” o avete speso troppo? E con i regali ricevuti?
Io ho continuato sulla scia degli anni passati e mi sono dedicati ai regali autoprodotti (mangerecci), tranne per quello di mamma che aveva espresso il desiderio di avere un ebook reader per poter ingrandire i caratteri dei libri a piacimento 😉
Anche sul fronte dei regali ricevuti non mi posso lamentare, i libri la fanno da padrone, accompagnati da cibarie e bevande e pochi (piccolissimi) oggettini molto graditi.

Raccolta differenziata: la plastica

La newsletter di Contiamoci di questo mese è molto interessante: parla di come differenziare correttamente la plastica. Non so voi ma io ho sempre qualche dubbio quando devo decidere se buttare un oggetto di plastica nella raccolta o nell’indifferenziata…

Vi riassumo le regole fondamentali che renderanno tutto più semplice.
Un oggetto di plastica va nella raccolta differenziata se:

  1. E’ un imballaggio. Il rifiuto di cui mi devo disfare è il contenitore/sacchetto del prodotto acquistato? Ha lo scopo di contenere il prodotto acquistato e facilitarne il trasporto?
    Se la risposta è SI ad entrambe le domande, allora posso gettare l’imballaggio nel cassonetto della plastica.
  2. Ha uno di questi simboli.
    all_symbols

Vi consiglio anche di vedere questo simpatico video prodotto dal COREPLA – Consorzio Nazionale  per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica.

Riciclare è un dovere, ma mi rendo conto che spesso non si sa bene dove vada a finire il frutto dei nostri sforzi e viene il dubbio se ne valga veramente la pena. Molti affermano di non fare la raccolta differenziata perché “tanto non serve a niente, si sa che poi buttano tutto nell’inceneritore”.
Io non ci credo (non voglio) a questa visione un po’ “complottista” però effettivamente problemi ci sono e riciclare la plastica è tutt’altro che semplice ed economico

La soluzione? Ne abbiamo già parlato: quando siamo al supermercato e ci troviamo a dover scegliere, valutiamo anche il packaging del prodotto, non solo il rapporto qualità/prezzo.

Earth Day 2013: nuova vita agli oggetti

Oggi è il giorno della Terra, Earth Day 2013, un giorno per ricordarci che abbiamo un solo pianeta su cui vivere (almeno per ora) e che non lo stiamo trattando al meglio, un’occasione per prendere coscienza dei danni che abbiamo compiuto negli altri 364 giorni dell’anno…
Non facciamo che sia solo una delle tante ricorrenze senza significato, non festeggiamo la Terra oggi per continuare a maltrattarla domani, proviamo a fare qualcosa di concreto: vi propongo una piccola “sfida” al riuso.

Aprite la cantina/lo sgabuzzino/il cassetto dimenticato, rovistate un po’ e trovate uno o più oggetti in buono stato che non vi servono più, meglio ancora se voluminosi.
Conoscete qualcuno a cui potrebbero servire? Contattatelo e proponetegli il regalo o magari uno scambio con un dolce fatto da lui, un po’ di pasta madre, un’ora del suo tempo da passare insieme (sbizzarritevi con la fantasia!).
Non sapete proprio a chi donarlo? Fate una foto all’oggetto e mettetela su Facebook offrendolo in regalo/scambio oppure andate al più vicino mercatino dell’usato e mettetelo in vendita.

Tutto qui, semplice e veloce, mezzora del vostro tempo per liberarvi di qualcosa di inutile e ingombrante, fare felice qualcuno e fare del bene alla Terra riutilizzando al massimo le sue risorse prima del riciclo.

Buon Earth Day 2013!

Qui sotto un’infografica sulla storia dell’Earth Day:

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Earth Day graphic produced by the Kars4Kids car donation program “Responsible vehicle recycling for future generations.

Contiamoci!

screenshot-9d851e3de3f8415b8b3b2a32f557a4c7 Mi sono imbattuta in un’iniziativa web molto particolare che è stata presentata alla Fiera Fà la cosa giusta a Milano: Contiamoci – Il network delle buone pratiche.

Si tratta di un sito social per condividere le buone idee in materia di impatto ambientale, quelle piccole cose che possiamo mettere in pratica quotidianamente per preservare l’ecosistema in cui viviamo.

Funziona come un social network.
È una comunità che collauda e scambia le
green action, cioè le buone abitudini pratiche per ridurre i danni che provochiamo all’ambiente.
Trovate buone idee che diventino buone pratiche,
inventatele, guardate come le applicano gli altri,
provatele, perfezionatele, insegnatele.

Un progetto utile e ambizioso che trova la sua realizzazione in un sito bello da vedere, piacevole e facile da usare: dopo essermi iscritta sono andata a sbirciare le “buone pratiche” scritte dagli altri utenti e non sono riuscita a smettere finché non le ho lette tutte (110 per ora), ho scelto di farmi “contare” per 25 pratiche (che metto già in atto o progetto di fare) e ne ho anche aggiunte 3 😀

Il sito è ancora in beta: vogliamo dargli una mano a farlo crescere?
Io ci sarò, potete “contarmici”!