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Mental clutter

Qualche tempo fa il nostro Sifu (Maestro) di Tai Chi Chuan ci ha fatto un discorso, dopo una lezione in cui ci eravamo “agitati” parecchio per eseguire bene un’applicazione marziale in coppia. Il succo era questo: non razionalizzare ogni cosa ma viverla, sentire, fare silenzio interiore e lasciare spazio alle sensazioni.
Per me che sono iper razionale è una lezione dura da digerire: il mio cervello non sta mai zitto, è sempre in fermento, analizza, scinde in frammenti subatomici, rielabora l’input, lo combina con quello che ha già dentro e lo risputa fuori con una bella etichetta “approvato/non approvato”.
Mi capita spesso di non riuscire ad addormentarmi perché vengo travolta da pensieri, ricordi della giornata trascorsa, liste di cose da fare, pezzi di codice sviluppato a lavoro che mi vengono a tormentare con i loro possibili bug, con le ottimizzazioni da fare…
Mi riesce difficile fare silenzio interiore. Fuori è semplice, posso stare zitta e in solitudine per ore, ma dentro non riesco, la mia mente deve “tenersi occupata”, con un libro, della musica, o in mancanza di meglio con sé stessa, pensando e ripensando… Continua a leggere

Visual clutter e buoni propositi

Leggendo questo post sul visual clutter mi è venuto in mente che dal quel punto di vista sono sempre stata piuttosto sobria: non ho mai voluto poster al muro, non amo i soprammobili e non mi piace avere troppe foto in bella vista.
Eppure se penso alla mia stanza (l’unica parte di casa su cui dovrei avere il controllo totale….) mi vengono in mente almeno una ventina di oggetti che creano visual clutter e di cui sarei più che felice di liberarmi.

Per farvi un’idea di cos’è il visual clutter date uno sguardo qui: non vorreste mai vivere in una casa così giusto? Eppure anche le nostre hanno un aspetto molto “affollato”, solo che è più facile rendersene conto guardando una foto: provate a fotografare una stanza di casa vostra, rimarrete spiacevolmente sorpresi…

E’ ora di affrontare la scrivania…

La nuova sfida settimanale di minimo riguarda il digital clutter: eliminare i messaggi dalla posta in entrata oppure fare pulizia sul desktop del computer o sulla scrivania “fisica”.

Le prime due alternative le ho già messe in pratica: nella casella gmail non ci sono mai più di 10 messaggi in entrata (cancello subito quelli “risolti” e svuoto anche il cestino), odio i desktop pieni di icone e a febbraio avevo provveduto al decluttering definitivo di preferiti e feed RSS (grosso scoglio…).
Qualche mese fa avevo anche parzialmente domato il caos sulla scrivania…ma appunto, solo parzialmente (allego reperti fotografici).

da questa distanza sembra ordinata vero?

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Sentimental clutter

Oggi vorrei parlare di “sentimental clutter”, ovvero di quegli oggetti inutili che teniamo solo per ragioni affettive. Un’ottima definizione l’ho trovata nel post defining sentimental clutter di Colleen.

Quello che bisogna tenere presente è che i nostri ricordi saranno sempre con noi e che gli oggetti non contano affatto. A volte diamo troppa importanza alle cose. Leghiamo i nostri ricordi, i nostri successi e le nostre perdite agli oggetti, e questo rende difficilissimo separarsene.  Gli oggetti invece servono solo a riportare alla luce i ricordi, non li contengono. Donare ad altri quello che non vogliamo più non è segno di poco rispetto. E’ casa vostra, e solo voi dovreste decidere come ci volete vivere. Se il vostro desiderio di vivere una vita minimalista è più forte del desiderio di conservare oggetti di cui non avete più bisogno, allora siete liberi di farne ciò che volete. Se i ricordi sbiadiscono, gli oggetti legati ad essi perdono comunque significato.

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