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Distribuire gli spazi

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Se vi serve un piccolo armadio “magico”, prendete Hollo disegnato da Gikitchen

Un consiglio veloce da Colleen di 365lessthings (mi sembra talmente buono che penso lo metterò in pratica presto!): space allocation!

E’ facilissimo: vuoi intraprendere il decluttering di una categoria di oggetti (ad esempio la biancheria di casa) e non sai da dove iniziare?

  1. Prima di tutto guardati intorno e decidi quale e quanto spazio vorresti dedicare a questi oggetti (ad esempio 2 scaffali).
  2. Ora che hai allocato lo spazio necessario non ti resta che farci entrare tutto!

Con questo obiettivo in mente il decluttering sarà sicuramente più incisivo del solito “tiro fuori tutto e decido cosa tenere e cosa no” perché questo metodo non lascia spazio ai tentennamenti oppure ai “questo lo tengo che mi potrebbe servire”: una tattica vincente 😉

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Visualizzare il risultato

A volte la sola idea di quello che ci aspetta per sistemare ad esempio il garage o un armadio, ci terrorizza a tal punto che non iniziamo nemmeno…
Colleen ci viene in aiuto con un prezioso consiglio: quello di focalizzarci sul risultato dell’opera di riordino invece che su tutto quello che c’è da fare.

C’è un trucco che ho sentito spesso e che non credo di aver menzionato qui sul mio blog: “Concentrati sullo spazio, non sul disordine”. Vale a dire visualizzare come si vorrebbe lo spazio che stiamo per sistemare, invece di focalizzarci sul compito da svolgere. Avere una visione chiara di come vorremmo che quello spazio apparisse può essere un incentivo a realizzare quella visione.

Restate focalizzati su quella visione, che è il risultato positivo, invece di pensare alla parte negativa, ovvero il lavoro necessario a realizzarla.

Quando state per partire per una vacanza in posti esotici, come una settimana di ozio a bere mojito in spiaggia alle Hawaii, siete naturalmente concentrati sulla vacanza in sé e non sulle (poco piacevoli) 5, 6 o 12 ore di volo per raggiungere la vostra destinazione. Questa visione positiva può addirittura motivarvi a lavorare duramente per mesi per guadagnare i soldi necessari anche se la ricompensa, per contrasto, è di breve durata. Possiamo applicare lo stesso principio quando facciamo decluttering di casa nostra, anche se in questo caso i risultati, con un po’ di manutenzione, possono durare per sempre mentre invece l’attività in sé dura relativamente poco.

Potrebbe essere più semplice usare questo metodo concentrandosi su una stanza alla volta oppure, se siete particolarmente bravi a visualizzare, potete lasciare libero sfogo alla fantasia e immaginare l’intera casa priva di disordine, spaziosa, rilassante, serena e facile da gestire.

Questo metodo, oltre a motivarvi a iniziare il decluttering, può anche aiutarvi a mantenere in vita l’entusiasmo mentre siete in corso d’opera. Ogni volta che sposto un oggetto in garage in attesa di smaltimento mi sento felice perché so che sono un passo più vicina al risultato che mi sono prefissa. La mia visione, che è quella di trasferirmi in una casa più piccola, è tutto quello che mi serve per motivarmi ad andare a cercare il prossimo oggetto da eliminare.

Un po’ come quando siamo in montagna e guardiamo quanta strada rimane da fare: può bastare a farci venire voglia di fermarci lì e aspettare che gli altri tornino giù…molto meglio pensare invece al piattone di patate e crauti innaffiato da birra gelata che ci attende alla malga!

P.S. Quella in foto è la via normale per Punta Penia, sulla Marmolada, faticosamente “conquistata” nel 2009. Foto scattata a circa un terzo del percorso: quella che sembra la cima non lo è affatto…avrei fatto meglio a pensare ai crauti!!! 😀

Guida semiseria agli acquisti

Comprare cedendo all’impulso è facilissimo e prima o poi lo facciamo tutti.
A volte invece i nostri acquisti sono ragionati, abbiamo cercato decine di siti e negozi per trovare il prezzo migliore e siamo convinti che stiamo facendo “un affarone” o che un determinato oggetto valga davvero la pena di aprire il portafogli e poi magari mangiare pasta in bianco per una settimana…

Altre volte siamo combattuti tra un oggetto che vale poco ma è economico e un oggetto che vale molto ma costa anche tanto.

Pensando a tutte queste cose mi sono divertita a fare una guida “semiseria” agli acquisti, un po’ per voi e un po’ per me, per sdrammatizzare ma anche per far scattare (spero) un allarme in caso di Acquisto Impulsivo Imminente che d’ora in poi chiameremo AII (o meglio AII!!!) 😀

N.B. questo non è esattamente un diagramma di flusso perché non ci sono solo le classiche opzioni bianco/nero, sì/no ma prevede varie sfumature di “grigio” (NO, non quel Grey lì…please…) e la fustigazione per acquisti superflui è abolita (anche se sono vivamente sconsigliati…) 😉

16 punti per fare decluttering con ironia

Da Julien Smith di In Over Your Head una guida semiseria al decluttering: per ironizzare un po’ sulle nostre manie e il nostro modo di vivere e magari riflettere se è il caso di dare una sistemata…

The Short, 16-Step Guide to Getting Rid of Your Crap
ovvero Guida breve in 16 punti per eliminare tutta la vostra robaccia

Evviva è venerdì!!! E’ ora di andare a casa a rilassarsi dopo una settimana di duro lavoro.

  1. Varcate la soglia di casa. Vi togliete le scarpe. Notate sotto alle scarpe un paio di stivali indossati solo una volta. Scrollate le spalle.
  2. Accendete la televisione e vi sedete sul vostro divano Ikea. Provate a rilassarvi. Vi risvegliate 20 minuti dopo e vi rendete conto che avete solo fatto zapping tra i vari canali. Spegnete la TV e togliete le pile dal telecomando. Le ficcate nel vostro frullatore Blendtec. Vi fermate appena prima di compiere qualcosa di irreparabile. Continua a leggere

La regola dell’1-2-3

Il post di oggi di minimo mi ha fatto prendere coscienza del metodo che ho usato finora (senza quasi rendermene conto) per decidere se un oggetto va eliminato o no.
Prima di tutto ho notato che per funzionare bene non devo fermarmi a riflettere a lungo: se ci penso troppo è molto probabile che tutto ritorni esattamente dov’era….

Il mio “metodo”: prendo in mano l’oggetto, lo osservo attentamente e applico quella che chiamerò la
regola dell’1-2-3 ovvero mi pongo 3 semplici domande cercando di rispondere d’istinto e senza riflettere troppo

  1. mi serve?
  2. da quanto tempo non lo uso?
  3. potrei usarlo di nuovo?

Se rispondo no alla prima domanda, è da smaltire.
Se sono indecisa passo alla seconda: se la risposta è “non me lo ricordo neanche/mesi/anni”, probabilmente è da smaltire, ma per sicurezza di solito mi pongo anche la terza domanda e cerco di immaginarmi ad usare quell’oggetto (con i vestiti funziona alla grande).

Se decido che l’oggetto è da eliminare, devo capire a quel punto cosa farne: anche qui applico la regola dell’1-2-3, cambiando le domande:

  1. è ancora utilizzabile?
  2. potrei regalarlo a qualcuno che conosco?
  3. vale la pena affrontare lo sbattimento di cercare di venderlo?
All’ultima domanda finora ho sempre risposto no…non sono molto paziente, ho avuto poche e fastidiose esperienze come venditrice su ebay e simili e tra l’altro mi sono liberata di cose che effettivamente non valeva troppo la pena vendere. Prossimamente però devo decidere cosa fare della bellissima chitarra acustica che non suono più da anni e che sta lì a prendere polvere…in realtà so già che la devo vendere, ma mi sa che sono proprio “allergica” a queste cose! 😀