Archivi categoria: ecologia

Un’app per semplificare la raccolta differenziata

12791008_969858906429481_7087172282269791555_nAmmettiamolo: fare la raccolta differenziata spesso è un delirio! Hai in mano un imballaggio, lo giri e lo rigiri e non riesci proprio a capire di cosa sia fatto e come smaltirlo.

A “Fà la cosa giusta” edizione umbra di quest’anno mi hanno presentato un’app che ci aiuta proprio in questo: Junker!

Con la scansione (velocissima!) del codice a barre o del simbolo del riciclo oppure tramite ricerca testuale possiamo sapere in un attimo dove buttare l’oggetto. Se manca dal loro database possiamo anche contribuire e inviargli una segnalazione. Per i comuni abilitati ci segnala inoltre tutti i punti di raccolta, gli orari per la raccolta porta a porta con reminder configurabile e anche lo spazzamento strade.
I dati forniti sono geolocalizzati, quindi l’app ti dice dove buttare l’oggetto in base alle regole vigenti nel comune in cui ti trovi. Se il tuo comune non è presente puoi segnalarglielo e loro provvederanno a contattarli: per l’utente è un servizio gratuito ma il comune paga per aderire…spero che lo faccia presto anche il mio!

Mai più senza 🙂

[Pubblicità regresso] “Viva viva l’olio di palma…”

olio_di_palmaIn questi giorni in tv si vede di continuo uno spot sui vantaggi e benefici dell’olio di palma.

“E’ un olio che nasce da un frutto che viene spremuto e purificato. Un olio di origine naturale, che non presenta rischi per la salute in una dieta bilanciata. E’ l’olio del frutto di palma, un ingrediente versatile che può essere usato anche allo stato solido. La sua coltivazione sostenibile aiuta a rispettare la natura ed è promossa dall’Unione Italiana per l’olio di palma sostenibile. Per saperne di più visita: oliodipalmasostenibile.it”.

Non voglio discutere sulla bontà dell’olio di palma per la salute perché non ne ho le competenze ma:
1. L’idea secondo la quale sia preferibile consumare i prodotti della terra in cui sei nato mi sembra molto valida, quindi direi che in generale è più sicuro usare olio di oliva, oli di semi (mais, girasole, ecc) e grassi animali (burro, lardo, strutto in moderate quantità non sono da demonizzare) che il nostro organismo è geneticamente preparato a metabolizzare.
2. Importare olio di palma ha costi di trasporto sicuramente più elevati di quelli del trasporto di prodotti locali su territorio nazionale.
3. Anche volendo ignorare i punti 1 e 2, resta il fatto che l’olio di palma si può produrre solo in climi con temperature e piogge elevate tutto l’anno, suolo ricco e permeabile e quindi prevalentemente in Africa, sud-est asiatico, sud America. In questi paesi vengono disboscati vasti tratti di foreste per ottenere il terreno adatto alla coltivazione, distruggendo interi ecosistemi.

Riguardo al terzo punto sembra infatti che le certificazioni per le piantagioni sostenibili siano concesse senza effettuare seri controlli: ampi tratti di foreste vengono tagliati e bruciati ma si attende qualche anno prima di installarci le coltivazioni di palma, in modo che non sia valutabile il nesso causale tra la distruzione e la successiva riconversione del terreno.
L’etichetta “olio di palma sostenibile” sarebbe quindi una bella favola molto lontana dalla realtà.

Mi dà molto da pensare anche il fatto che i promotori e finanziatori dello spot in questione siano aziende che sull’olio di palma fanno business da anni, tra le altre Ferrero S.p.A., Unilever Italy Holdings S.r.l. e Nestlé Italiana S.p.A.

Se vi siete persi lo spot, potete vederlo qui:

 

[Pubblicità regresso] Una bottiglia di plastica al giorno…

Levissima È tornata la rubrica “Pubblicità regresso“! Sinceramente avrei preferito non ci fossero altre pubblicità diseducative di cui parlare, ma sembra che non ci sia limite alla fantasia dei creativi del marketing…

Oggi parliamo dell’acqua in bottiglia!
Premetto che la bevo (a malincuore) anch’io, perché dopo molti anni di acqua del rubinetto e parecchi fastidi ho deciso di riprovare con un’acqua a basso contenuto di sodio e minerali e vedere come andava: beh va benissimo…mi sento molto meglio, i miei reni ringraziano tanto. Questo perché non tutte le acque del rubinetto sono uguali e alcune sono proprio difficili da digerire e metabolizzare: anche se con un grandissimo senso di colpa consumo di nuovo acqua in bottiglia. Continua a leggere

Il Dizionario dei Rifiuti

Isola_EcologicaVi segnalo un sito utilissimo per semplificare la raccolta differenziata e toglierci qualche dubbio: il Dizionario dei Rifiuti.

Dizionario dei Rifiuti è il primo motore di ricerca in Italia dedicato alla raccolta differenziata, diventando un punto un punto di riferimento per migliaia di cittadini. D’altronde l’obiettivo del Dizionario dei Rifiuti è quello di fornire supporto e informazioni ai cittadini per fare bene la raccolta differenziata, offrendo un servizio aggiornato, utile e innovativo.

Sul sito del Dizionario (o tramite l’app Android e iOS) potrete scoprire in un attimo come conferire un rifiuto nel nostro Comune, il calendario della raccolta (dove disponibile) e altre info utili sulle isole ecologiche della zona.
Se il vostro Comune non è presente non disperate: potete sempre ottenere informazioni generiche su cosa fare con i rifiuti e potete anche segnalarlo allo staff del Dizionario che provvederà a contattarlo per proporgli di partecipare al progetto.

Grazie a Greta di Contiamoci per la segnalazione 🙂

Lavarsi con la plastica

Di recente ho scoperto un motivo in più per usare solo cosmetici ecobio: per non riempire i mari di plastica. Suona strano? Anche a me, che ingenuamente pensavo che nei prodotti per l’igiene personale ci fossero tante sostanze chimiche non proprio innocue e molti derivati del petrolio ma mai avrei detto che ci fossero dei pezzettini di plastica.

Piccolissime sferette di plastica (le più piccole analizzate sono invisibili a occhio nudo) contenute principalmente in scrub, detergenti viso e dentifrici, che servono a rimuovere le cellule morte, pulire a fondo, levigare la pelle. Alcuni prodotti ne contengono fino al 10% del loro peso totale!
Particelle di plastica che, dopo aver fatto il loro lavoro, finiscono negli scarichi e passano intatte attraverso i filtri degli impianti di depurazione (oltre tutto non sempre le acque reflue sono trattate prima di essere immesse in mare e in caso di alluvioni le fogne possono traboccare prima di arrivare agli impianti).

La Marine Conservation Society americana e altre associazioni si stanno battendo per impedirne l’utilizzo. Lo Stato dell’Illinois ha già messo al bando i prodotti che le usano.
Le analisi condotte dimostrano infatti, che i pesci, i crostacei e i piccoli organismi marini le ingeriscono senza accorgersene: la plastica entra così nella catena alimentare, arrivando, in ultima analisi, anche sulle nostre tavole. La micro plastica contribuisce inoltre ad accrescere le ormai famose “isole di plastica” negli oceani e introduce sostanze altamente inquinanti nell’ecosistema, sia contenute nella plastica stessa (rilasciate in seguito a reazioni chimiche per contatto con l’acqua di mare e altre sostanze in essa contenute) sia sulla superficie delle sferette (residui di lavorazione).

Come riconoscere i prodotti che contengono le microsfere di plastica?
Evitate tutti quelli che nell’Inci riportano le seguenti sostanze: Polyethylene (PE), Polypropylene (PP), Polyethylene Terephthalate (PET), Polymethyl methacrylate (PMMA) e Nylon. PE e PP sono le più comuni.
Aggiungo che se non siete più che sicuri della serietà dell’azienda produttrice, evitate anche quelli che non riportano queste sostanze nell’inci ma che in etichetta parlano di “microgranuli” e simili.
Esiste anche un’app che tramite il codice a barre dei prodotti indica se state comprando qualcosa che contiene le microsfere di plastica. Purtroppo non c’è ancora una sezione con i prodotti venduti in Italia (e te pareva…) ma dalla lista di quelli venduti in altri paesi europei potete farvi un’idea di cosa evitare.

Alternative ecobio per lo scrub:

  • in rete potete trovare tantissime ricette di scrub fai-da-te (occhio che alcune sono poco serie e rischiano di irritare la pelle).
  • le “spugne” prodotte da vegetali (non marini) come la konjac o la luffa.
  • i panni in microfibra (anche se questi usano per la maggior parte fibre sintetiche…).

 

Cittadinanza in festa 2014 a Spoleto

savetheDATE_ok-05Da domani e per tutto il week end (2-4 maggio) a Spoleto ci sarà la prima edizione della festa nazionale di Cittadinanza Attiva, con un programma interamente dedicato al tema dello spreco!

Si parlerà di spreco alimentare, ambientale e sanitario, ci saranno worshop sui rifiuti, il consumo critico, il problema dell’energia, tantissimi laboratori gratuiti, concerti serali e la possibilità di conoscere altre persone interessate alle tematiche che più mi stanno a cuore. Bellissimo no? E anche a due passi da casa mia! Sembra un sogno… Infatti resterà un sogno perché io non ci sarò…sono carcerata in ufficio causa scadenze…speriamo che la facciano anche il prossimo anno!

Vi segnalo anche che sabato 3 maggio Greta Golia di Contiamoci (il Network delle Buone Pratiche e se non lo conoscete andate subito a rimediare!) coordina il workshop “I territori si raccontano”  sulle piccole realtà locali che cercano di cambiare il mondo “dal basso”.

Qui trovate tutto il programma in dettaglio: andate, fotografate, prendete appunti e poi raccontatemi tutto!

P.s.: Se non vi basta tutto questo programmone vi posso assicurare che Spoleto è una città stupenda, di sicuro non vi annoierete 🙂

Consigli vari sui rifiuti

Isola_EcologicaUn post veloce per qualche segnalazione “scontata” 🙂

Il Comune di Terni fornisce gratuitamente a tutti i residenti i sacchetti per l’umido, basta recarsi in Circoscrizione per riceverli! Facendo una ricerca velocissima e molto poco approfondita ho visto che di sicuro questo servizio è attivo anche a Segrate e a Milano: informatevi presso il vostro Comune!

Altro servizio gratuito molto molto comodo è quello del ritiro dei rifiuti ingombranti (mobili, elettrodomestici, infissi, ecc), è sufficiente telefonare ai numeri preposti (anche qui vi basterà chiedere in Comune) e concordare giorno e ora del ritiro.

Vi è mai capitato di andare all’isola ecologica con tutte le bustone piene di roba e trovare i cassonetti della differenziata traboccanti? L’azienda che gestisce i rifiuti a Terni ha messo a disposizione un servizio di segnalazione online per questi problemi e per chi non ha voglia di impelagarsi con il web basta fare una telefonata.

Ultima segnalazione: vi ricordo che è fondamentale fare la raccolta degli oli vegetali usati (quelli della frittura per intenderci) perché inquinano tantissimo e perché sono una risorsa preziosa e riutilizzabile. Oltre tutto è facilissimo: basta prendere un contenitore di plastica grande (le tanichette dell’acqua distillata* sono ottime) e versarci l’olio da freddo. Se non friggete molto vi basterà andare al centro di smaltimento una volta ogni 2-3 mesi 🙂

Avete dubbi su come smaltire un oggetto? Conservate tutto quello che non sapete dove buttare, non mettetelo nel cassonetto senza pensare! Chiamate in Comune e fatevi dare il numero dell’azienda che gestisce lo smaltimento rifiuti oppure andate direttamente al centro di raccolta più vicino: vi aiuteranno a smaltire correttamente i rifiuti.

UPDATE: Terni è una delle città più inquinate d’Italia, con elevati tassi di mortalità da tumore: abbiamo una fabbrica di materie plastiche e un’acciaieria entrambe all’interno di quartieri abitati, ai margini del centro. Abbiamo ben tre inceneritori, di cui uno spento per aver provocato gravi danni ambientali.
Nei dintorni della città, sempre all’interno della “conca ternana” (Terni è al centro di una valle circondata da montagne in cui l’aria e le polveri ristagnano benissimo…) ci sono moltissime altre attività industriali medio-grandi, in mezzo ai campi coltivati.
E nonostante tutto questo mi piace parlare di piccole cose, continuare a fare la raccolta differenziata, sostenere e diffondere le piccole iniziative, perché se è vero che poco possiamo fare per risolvere i grandi problemi e chiudere le fabbriche significherebbe far morire la città, allora almeno impegniamoci nei gesti quotidiani che sembrano poca cosa, ma contribuiscono a fare la differenza.
Finito il preambolo, aggiorno il post per segnalare che la solita azienda che si occupa di smaltimento rifiuti a Terni ha aperto un gazebo informativo in piazza dove potrete ottenere risposte ai vostri dubbi sulla raccolta differenziata e dove i fumatori impenitenti potranno ricevere gratuitamente un portacenere e portamozziconi da tasca, per non inquinare anche il suolo oltre all’aria 😀 1891004_737536189613218_1295525377_n (1)

* se avete il condizionatore in casa raccogliete l’acqua di scarico: è acqua demineralizzata perfetta per stirare 😉