Dopo il decluttering: smaltire gli oggetti

Mi sono resa conto di non aver mai dedicato un post alle opzioni di smaltimento degli oggetti che non vogliamo più.
Abbiamo finito di svuotare il famoso armadio e ci ritroviamo davanti tre pile di oggetti (o scatole, se siete persone organizzate…io ho “montagne pericolanti”): quelli irrecuperabili, che finiranno nella raccolta differenziata e/o all’isola ecologica, quelli da conservare, quelli che potrebbero ancora essere utili a qualcuno.

Le prime due categorie sono facili da sistemare, ma la terza?
Vi propongo le opzioni che ho adottato (verificate e provate) e altre due che mi sembrano valide ma che non ho ancora sperimentato.

  • Regali ad amici/parenti: so che può sembrare imbarazzante proporre ad un amico di prendersi un oggetto che abbiamo scartato, ma se superiamo il disagio iniziale scopriremo che basta poco per rendere felici le persone, provare per credere!
  • Mercatini dell’usato: in Italia ne esistono tantissimi, leggete bene le condizioni di vendita e le percentuali che riceverete per non restare delusi.
  • Donazione a Onlus (Caritas o San Vincenzo per fare due nomi che conosco): i vestiti che scarto vanno quasi sempre a finire nel cassonetto della Caritas, nella speranza che servano a qualcuno.
  • Regalare a qualcuno del gruppo Facebook Te lo regalo se vieni a prenderlo: ottima idea nata in Svizzera ed importata con successo in Italia, ormai c’è un gruppo in ogni regione (trovate i link nella pagina Facebook). Grazie a questo gruppo ho donato oggetti che pensavo fossero destinati alla discarica perché non vendibili al mercatino: un vecchio hard disk con case usb, tre giochi (tombola, domino e mercante in fiera), un enorme sacco di filati di lana e cotone che mia mamma teneva non si sa bene perché…
    Si concorda tramite Facebook il luogo di consegna o si utilizza una “staffetta” gratuita (invece di consegnare al destinatario finale si dà l’oggetto a qualcuno che avrà modo di vederlo), ci si incontra e si dona!
  • Per i libriBookcrossing (emozionante e divertente) o eventi particolari organizzati in biblioteca (informatevi, fanno spesso svendite di libri o nuove acquisizioni tramite donazione).

Da provare:

  • Organizzare uno swap party per scambiare vestiti, scarpe e accessori con le amiche (potrebbe rivelarsi molto divertente).
  • Siti di baratto come Zerorelativo o baratto asincrono come Reoose.
    Reoose merita un discorso a parte: quando doni un oggetto che hai messo in vetrina ricevi dei crediti che puoi “spendere” per acquisire un altro oggetto, oppure (e questa cosa mi piace davvero tanto) puoi decidere di donare i tuoi crediti ad una Onlus che potrà quindi spenderli sul portale per ottenere ciò che gli serve! Bella idea!

Finora non ho preso in considerazione queste due opzioni solo perché si tratta di eliminare un oggetto e acquisirne un altro…e io in questo momento non ho intenzione di aggiungere roba, ma solo di toglierla 😀

Se avete altre idee o conoscete altre opzioni interessanti lasciatele in un commento: le aggiungerò al post!

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19 pensieri su “Dopo il decluttering: smaltire gli oggetti

  1. Alekim

    Anche io quando ho svuotato casa ho dato via molta roba. Tramite un’amica che ci lavorava ho dato quasi tutta la roba da cucina e i vestiti a una comunità per bambini in affido. Sono bambini che vivono in case-famiglia gestite da educatori e hanno sempre bisogno di tutto quello che può servire ad una casa.
    Per quanto riguarda i cassonetti della Caritas bisogna sapere che i vestiti non vengono mai dati ai bisognosi ma vengono venduti a società che per l’80% li distrugge. Il ricavato della vendita va ai bisognosi sotto forme che gestisce la Caritas.
    Per i mercatini bisogna stare un po’ all’occhio perchè tendono a fregarvi (almeno questa è stata la mia esperienza). Loro tengono la merce esposta per 3 mesi poi ti danno i soldi di quello che hai venduto. Il fatto è che molto spesso tu ti dimentichi di andare a ritirare la merce avanzata dopo i 3 mesi, così loro vendono tutto e si tengono il ricavato.

    Rispondi
    1. yliharma Autore articolo

      Hai ragione sui mercatini, bisogna starci attenti! Comunque quello che c’è qui a Terni mi sembra onesto e preciso: se ad esempio ha troppi oggetti dello stesso tipo mi dice di ripassare dopo qualche mese o alla stagione successiva, altrimenti sa che non potrà venderlo a prezzo “pieno”. Nelle regole che vanno firmate al momento dell’iscrizione ci sono comunque tutte le info, tempi e percentuali (variano spesso in base alla categoria dell’oggetto), responsabilità del venditore e del mercatino ecc…
      Per la Caritas: sì l’ho scoperto da un po’ e la cosa mi disturba…infatti preferisco la San Vincenzo che li distribuisce effettivamente a chi ne ha bisogno, solo che loro non hanno un punto di raccolta comodo (bisogna andare in parrocchia in certi giorni e orari) e non è molto pratico per me 😦

      Rispondi
      1. Alekim

        sisi le condizioni sono chiarissime, quel che dico è che loro ne “approfittano” nel senso che essendo roba di cui tu volevi comunque disfarti, tendi a dimenticartene e anzi, il pensiero di riportartela a casa magari dopo 4 o 5 mesi è fastidioso. Diciamo che giocano su un meccanismo psicologico… 😉

      2. yliharma Autore articolo

        😀 non ci avevo pensato!
        con me sbattono male…ho tutta la lista degli oggetti aggiornata, controllo i codici e barro quelli venduti 😉

  2. Marty

    di solito io regalo agli amici gli oggetti usabili, o i vestiti li do alla caritas. però devo dare una nota di demerito al “te lo regalo se lo vieni a prendere”: il gruppo facebook sull’emilia romagna mi ha lasciato scontenta perchè non c’era un reale scambio. tutti “lottavano” per avere di tutto, e quando io ho messo in asta il mio fornetto, non solo non ho dovuto contrattare per portarlo io alla persona a cui serviva (e sembrava anche che le dovessi un favore), ma l’ho portato anche ad una terza persona perché questa non aveva tempo. Insomma ci sono rimasta un po’ male. preferisco ritornare a dare a chi conosco o a chi so che serve veramente il moi oggetto! 🙂

    Rispondi
    1. yliharma Autore articolo

      ah che peccato! evidentemente i moderatori non sono un granché….anche in quello umbro un periodo era iniziata questa cosa del “no l’avevo visto prima io” e battibecchi vari, poi le persone che disturbavano sono state allontanate, le regole ridefinite e i moderatori sono sempre pronti all’opera: tutto fila liscio! mi piace anche perché raccoglie persone (soprattutto donne) di vari paesi, tradizioni e religioni, sono nate anche parecchie amicizie 🙂

      Rispondi
  3. Valentina

    Io regalo tantissimo, ormai i miei amici sono abituati al mio: “questo ti può servire/piacere?” 🙂 naturalmente tutte cose in buono stato e che so che possono interessare, non li tratto come cassonetti! ^^ Da qualche mese poi mi sono iscritta anche a zerorelativo e ho fatto già tantissimi scambi proficui, il problema, come dici tu, è che tanto esce e tanto entra, ma si può ovviare chiedendo in cambio lotti alimentari! Io ultimamente cerco di accumulare il meno possibile perciò sono felice quando ricevo cibo o vestiti/giochi/articoli vari per mia figlia, tanto anche questi ultimi hanno vita limitata e poi quando non servono più li passo ai figli più piccoli delle amiche!

    Rispondi
      1. Valentina

        Quando si hanno figli è fondamentale per risparmiare affidarsi all’usato e a rete di scambi, io sono stata fortunatissima, mi hanno dato quasi tutto, perciò è giusto che a mia volta aiuti le neo mamme 😉 Fa bene al karma! ^_^

      1. yliharma Autore articolo

        Grazie della puntualizzazione Alessandro!
        Non amo le pubblicità occulte… 😀
        Allora visto che sei direttamente coinvolto…pensate di aprire prima o poi in Umbria?

  4. Denise Cecilia S.

    Il mio “problema” è proprio questo: da mesi le scatole con oggetti di vari tipi stazionano nello sgabuzzino. Sono in bell’ordine e non mi danno noia, per carità, però devo davvero decidermi a fare il passo e passare dai mercatini dell’usato in zona.
    Per adesso opto per questa soluzione, che preferisco alle altre, per comodità: in una botta o due vendo quel che posso, senza incasinarmi con iscrizioni, fotografie, elenchi complicati.
    Il resto, non vendibile, in donazione o regalo.

    Rispondi
    1. yliharma Autore articolo

      Sono sicura che se facessi le scatole succederebbe anche a me…talmente sicura che non le faccio 😀
      Quando metti via una cosa e non la vedi te ne “dimentichi” (o ti illudi di averlo fatto) e di fatto diventa di nuovo “clutter”: preferisco buttare subito l’inutilizzabile e il resto lo metto su uno scaffale della libreria che mi è rimasto vuoto dopo un grosso decluttering di libri, così vedo quella roba tuuuuutti i giorni e dato che mi scoccia appena ho un attimo corro al mercatino 😉

      Rispondi
      1. Denise Cecilia S.

        Non sono d’accordo con l’idea che, una volta levato il clutter, ciò che resta non vada assolutamente riposto in scatole e simili. Ne leggo spesso e mi è venuto in mente, anche se tu stai parlando di un’altra questione.
        Ciò che dici tu invece, in effetti, sarebbe anche la mia soluzione: non resisterei più di una settimana. Le scatole, però, sono necessarie per raccogliere, non tanto per “imboscare” il frutto di vecchi peccati 😉 Perciò anche quelle in cui tengo i libri da dar via, le uniche poste sugli scaffali, non mi agitano l’animo… e non va bene.
        Il mio grosso sbaglio è stato di raccogliere tante cose in un breve periodo: avendole accumulate, mi è poi passata la voglia di mettermi a ritirarle fuori, sia per uno swap che per una vendita o altro.

        D’altra parte sono solo all’inizio, e tanto vale risolvere questa impasse un po’ drasticamente.
        In futuro, l’ideale credo possa essere occuparmi di una sola categoria di oggetti alla volta, di modo che anche se dovessi per es. collezionare decine di libri, solo di libri si tratta e trovar loro una collocazione adeguata risulterà meno difficile e sfiancante dell’aver a che fare con decine di oggetti differenti, alcuni che ci tengo a vendere ad una persona che stimi, altri di cui non m’importa nulla, altri molto particolari…

      2. yliharma Autore articolo

        Ottima idea quella del decluttering “selettivo”, in effetti così ti ritrovi a smaltire oggetti tutti uguali. Quando ho sistemato le librerie ad esempio è stato facile smaltire quelli da eliminare: ho fatto uno scatolone e sono andata a venderli tutti insieme!
        Comunque non ho pregiudizi sulle scatole in generale, ma solo sul fatto che io sono propensa ad abusarne un po’ con l’illusione di aver creato “ordine”…in realtà le cose che ho riposto per “conservarle” in scatole non le ho mai più guardate e sono rimaste a prendere polvere in garage fin quando ho deciso di riprenderle e sistemarle. E’ che io me ne dimentico proprio…”lontano dagli occhi lontano dal cuore” con me funziona benissimo 😀

  5. Pingback: Decluttering intensivo: #minsgame 2016 | Minimal…Italy

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