Sete di conoscenza

Mindfulness in the age of bits and infinite information requires letting go and releasing our attachment to the need to knowRaam Dev

Nel post precedente ho spiegato (anche a me stessa) perché non possiedo uno smartphone e, in risposta ad un acuto commento di Wish aka Max, ho anticipato un argomento di cui volevo parlare già da un po’: si vede che era venuto il momento di approfondirlo! Mi piace quando dai commenti vengono fuori spunti interessanti e ancora di più quando si tratta di cose di cui volevo parlare ma non avevo avuto voglia/tempo di scrivere: lo prendo come un messaggio “dell’universo” che mi dice di prendere la penna (ahem….la tastiera) e mettermi all’opera! A proposito: grazie a tutti, i vostri commenti sono davvero preziosissimi.

Inizio traducendo le prime righe di un post di Leo Babauta che mi ha fatto riflettere.
Tratto da A Survival Guide for Beating Information Addiction:

Sei “informazione-dipendente” se:

  • Controlli la posta, Facebook, le notizie o qualche altro social network come prima cosa al mattino e ultima la sera.
  • Sei costantemente connesso con un dispositivo mobile quando sei fuori casa/ufficio.
  • Non riesci a staccare dal computer per uscire, fare attività fisica o passare del tempo con qualcuno mentre sei disconnesso.
  • Posti continuamente su Facebook, Twitter, Instagram, o mandi email/messaggi quando ti incontri con qualcuno.
  • Non riesci a concludere lavori importanti perché devi controllare i tuoi messaggi.
  • Provi ansia se ti capita di essere disconnesso per più di qualche minuto.
  • Non riesci a immaginare di trascorrere un’intera giornata disconnesso.
Se nessuna di queste cose vi sembra un problema, anche se le fate, allora probabilmente non sono un problema. […]
Questa guida alla sopravvivenza non è tuttavia la guida definitiva per sconfiggere una dipendenza, è una raccolta di consigli e tecniche che ho usato per sopravvivere all’attrazione costante del mondo online.
Non credo di potermi definire “dipendente”, ma di sicuro mi ritrovo in pieno nel primo punto, a volte nel terzo, ho solo recentemente avuto la prova di poter sopravvivere agli ultimi due punti (anche se l’ansia ce l’ho avuta eccome…) e se avessi ceduto all’impulso di comprarmi uno smartphone probabilmente ora potrei dire di ritrovarmi anche negli altri tre…
Ma è innegabile che sento moltissimo quella che Leo definisce “attrazione costante del mondo online”. E posso anche dire con certezza che questa attrazione è per me ancora più forte perché trova terreno fertile nel mio bisogno di conoscenza, una cosa che mi caratterizza fin da quando ero piccola: io devo sapere. Tutto. E sono una spugna.
Se sento in tv o leggo qualcosa di interessante, sono capace di ricordarmene a distanza di anni: metto inconsciamente in un cassettino di memoria tutte le cose che mi colpiscono e le lascio lì, potrebbero servire. Spesso a scapito di pezzetti di memoria quotidiana per cui magari vi so dire che il trifoglio rosso è un toccasana per le donne in menopausa (e no: NON sono in menopausa :D) ma non ricordo assolutamente cosa ho fatto per il mio compleanno… Attendo fiduciosa la tecnologia che ci darà la possibilità di un’espansione di memoria
Non solo: io vorrei poter leggere tutti i libri del mondo. O perlomeno tutti quelli che mi piacciono. Il mio cervello sa che è impossibile, ma non posso fare a meno di provarci perché per me una vita senza lettura sarebbe una vita sprecata. Tutto il sapere del mondo a portata di mano e non ho il tempo e i mezzi per assorbirlo…frustrante!

Insomma, sono decisamente vittima della smania di essere costantemente informata, di sapere tutto quello che “succede” e l’avvento di Internet e dei social network non poteva che alimentare questa mia predisposizione naturale…quindi sono a rischio “dipendenza” anche se per ora (più o meno) resisto.

“Più o meno” perché l’idea di “perdere” qualcosa di importante che potrebbero aver condiviso i miei amici è insopportabile: non riesco a trattenermi dal percorrere a ritroso tutto lo stream quotidiano di Facebook e anche parte di quello di Google +.
Sono triste se “per colpa del lavoro” (a volte bisogna anche lavorare uffa) non posso rispondere subito al messaggio o alla domanda di Tizio e Caio, o mi perdo inevitabilmente il compleanno di Sempronio.
Ma la realtà è una sola: non è possibile mantenersi costantemente aggiornati e continuare a fare anche tutto il resto ed è del tutto inutile anche solo provarci perché tanto non si arriverà mai alla “meta”. Non esiste punto di arrivo e anche se esistesse non potrei contenere tutto il mondo in questa misera scatola.

La chiave per me è tutta nella citazione iniziale:
“Per essere consapevoli (il termine mindfulness racchiude un mondo di significati che non provo neppure a rendere in italiano) nell’era dei bit e dell’informazione sconfinata è necessario abbandonare e liberarsi dell’attaccamento al bisogno di sapere“.

Attaccamento al passato, al bisogno di controllare tutto, di sapere, per non restare indietro ed essere preparati ad un futuro che ancora non c’è e forse non arriverà mai.

Inutile spreco di energie.

La soluzione non ce l’ho, posso solo provare a “lasciar andare” un po’ di più, fermarmi a pensare prima di farmi prendere dall’ansia di sapere e magari farmi invece 20 flessioni, che mi fanno bene e mi svuotano la mente. Ci proverò? Di sicuro. Ci riuscirò…? boh.
Tanto l’importante per me è iniziare: il resto verrà da sé.

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14 pensieri su “Sete di conoscenza

  1. Viaggioleggero

    Pfiuuu! Non mi ritrovo in nessuna categorie di Babauta, se non nella seconda. Ma l'idea di mollare tutto magari anche per una settimana, mi solletica di brutto. L'overload di informazione è qualcosa che ho provato sulla mia pelle, ho retto per parecchio tempo, poi mi sono dovuto… disintossicare. Ancora oggi leggo tanto, passo molto tempo su Internet, ma, per esempio, ho limitato moltissimo la tv (prima non mi perdevo un film/telefilm/approfondimento). 

    Rispondi
  2. Sab

    Io mi sento un po' contraddittoria. Posso anche stare piu' giorni senza internet e non mi sento “in crisi d'astinenza”. Pero' poi quando lo riapro mi metto a controllare tutti i forum e blog che seguo per vedere se mi sono persa
    qualche post interessante. Mi da' quasi fastidio la quantità di informazioni sempre crescente, se non ci faccio attenzione rischio che mi porti via il mio tempo senza che me ne accorga. Infatti se sono a casa e ho da fare, evito completamente di accendere il pc e faccio prima tutto il resto, perche' so che se lo accendo dicendo “leggo solo la posta” finisco comunque per starci le ore. Il problema sorge quando ho da fare al pc (in ufficio, ad esempio, ma anche a casa quando vorrei sistemare le mie foto), l'icona del browser e' sempre li' e mi “chiama” ogni 5-10 minuti quando mi annoio di fare quello che sto facendo (cioe' quasi sempre…) e cosi' un lavoro di un'ora diventa un pomeriggio buttato…

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  3. yliharma

    la tv l'ho mollata del tutto…preferisco scegliere io cosa vedere sul pc, ma cerco comunque di non stressarmi se mi si accumulano le serie da vedere (succede sempre…). in vacanza stacco sempre del tutto, quindi almeno per una settimana posso dire di averlo fatto: una bellissima sensazione! se non fosse che poi quando torno mi succede come a Sab… 😀

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  4. yliharma

    idem!! in vacanza sto tranquillamente una settimana disconnessa del tutto…poi torno e impazzisco per rimettermi in pari…uff…devo proprio  provare ad evitarlo almeno una volta, così mi renderò conto che non mi perdo niente e magari sarò meno dipendente…
    comunque il “controllo solo la posta” è un trappolone enorme e io ci casco sempre 😀

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  5. Wish aka Max

    Il fascino che subisco io è diverso ma non meno intenso. E' la connettività globale, il fatto di essere “vicino” a persone che fisicamente sono chissà dove. Ed è tipicamente generazionale, visto che non sono un “digital native”. Ho la fortuna di fare un mestiere che mi ha consentito di veder nascere la rete e di far parte di un manipolo di precursori (ci ho scritto anche un post… sono proprio un dinosauro!). Ma, fortunatamente, non mi riconosco nelle categorie elencate, salvo la connessione perenne. Le cose da fare nella real life però le faccio prima della virtual. 😉

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  6. yliharma

    ehm anch'io non sono digital native Max…ma ormai sono così abituata ad avere la rete a disposizione che senza non saprei più come fare…come facevamo a reperire informazioni? elenco telefonico, tv, giornali, passaparola…tutto così poco efficiente e spesso geograficamente limitato. ora invece posso comunicare con persone che non ho mai visto né forse vedrò mai dall'altra parte del mondo, scambiare idee, condividere passioni, informazioni…sì, è davvero una cosa incredibile 🙂
    bisogna solo usarla con moderazione, e qui io ho da lavorarci 😀

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